Baby trans, le terapie ormonali sono pericolose

La mamma di un ragazzo in transizione scrive a Panorama dei suoi problemi ossei e psicologici dopo le cure ormonali. Non è la sola testimonianza. Gli esperti concordano: sono terapie che mettono la salute a rischio

«Io figlio ha avuto un’infanzia e un’adolescenza serene, durante le quali non ha mai manifestato segnali di incongruenza di genere. A 15 anni, dopo il lockdown che ha generato in lui una profonda sofferenza, io e mio marito lo abbiamo affidato a una psicologa privata la quale, dopo soli tre incontri, ci ha comunicato che nostro figlio si sentiva trans e ci ha inviato all’ambulatorio di varianza di genere dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, dove dal primo incontro gli specialisti hanno preso per buona la sua auto-dichiarazione di genere, lo hanno chiamato col pronome femminile e ci hanno detto di fare altrettanto», racconta a Panorama la mamma di un giovane che sta cambiando sesso. «Pur non condividendo questa modalità sbrigativa, ci siamo adeguati». Diventato maggiorenne, il ragazzo, con disturbi specifici dell’apprendimento certificati, è stato seguito dal Cidigem (Centro per adulti per la disforia di genere dell’Ospedale Molinette). «Dopo soli otto incontri di un’ora ciascuno, a nostro figlio è stato fatto firmare un consenso informato molto lacunoso ed è stata somministrata la terapia ormonale cross-sex, in seguito alla quale, da una neuropsichiatra esterna al Cidigem gli è stata diagnosticata una bulimia nervosa».

Questa testimonianza è solo una delle tante che arrivano da genitori spaventati dalla facilità e rapidità con cui negli ultimi anni tanti ragazzi e ragazze sono stati indirizzati e autorizzati ad avviare l’affermazione di genere e il cambio di sesso. Non si tratta di persone omofobe o transofobiche, ma di mamme e papà che da un giorno all’altro si sono ritrovati in un vortice, divisi tra i dubbi sulla sicurezza e l’opportunità di far intraprendere pesanti terapie ai........

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