Ue testarda sulla burocrazia, ma la macchina delle regole va contro l’Europa
Uno studio di Epicenter rivela come l’iperproduzione di norme europee stia rallentando imprese e investimenti proprio mentre cresce la competizione con Stati Uniti e Cina
La legislazione europea è diventata una macchina ipertrofica e difficile da governare proprio mentre il mondo corre verso una nuova fase di competizione economica e tecnologica tra Occidente e Cina. A ricordarlo, con una serie di numeri che fanno impressione, è uno studio di Epicenter, rete di dodici think tank europei di cui fa parte l’italiano Istituto Bruno Leoni, che ha radiografato le direttive approvate negli ultimi anni dal Parlamento europeo.
Dal Trattato di Maastricht a oggi l’insieme di diritti e obblighi che compongono il diritto dell’Unione è cresciuto di oltre il 700 per cento, trasformando Bruxelles in una gigantesca fabbrica di norme che regolano ogni aspetto della vita economica e sociale del continente. Il paradosso è che questa espansione è proseguita proprio mentre le istituzioni promettevano il contrario, cioè una «better regulation» fatta di leggi più leggere, chiare, proporzionate e facili da applicare. Sotto la Commissione von der Leyen, per esempio, il numero degli atti legislativi è aumentato di circa il 14 per cento, nonostante gli impegni solenni a semplificare e ridurre il carico regolatorio su imprese e cittadini.
Il principio della «migliore regolamentazione» nasce negli anni Novanta come risposta a un’Europa percepita già allora come troppo burocratica, con l’obiettivo di garantire norme necessarie, basate su dati concreti, trasparenti e comprensibili. Tre decenni dopo, la distanza tra teoria e pratica resta enorme: la legislazione si è ampliata a dismisura, la sua qualità formale non sempre accompagna la quantità, e la percezione, soprattutto nel mondo produttivo, è che Bruxelles sia diventata più un ostacolo che un alleato nella competizione globale.
Per capire quanto la macchina normativa sia diventata complessa basta guardare alle dimensioni dei testi. Secondo lo studio di Epicenter, molte direttive superano le trentamila parole, con una lunghezza media delle frasi di quasi 39 parole: per un non esperto servono tra quattro e sei ore di lettura concentrata per affrontare un singolo atto legislativo. In media, ogni atto copre oltre 24........
