Spalletti e il contratto (fino al 2028) che cambia le strategie della Juventus |
Cosa c’è dietro la scelta di Elkann di legare il nuovo corso (l’ennesimo) al tecnico. Che ha una filosofia di calcio diversa da quella del dirigente francese il cui ruolo sportivo andrà ridimensionato.
Quando a fine ottobre Luciano Spalletti ha preso in mano la penna per firmare il contratto che lo faceva entrare nel mondo Juventus, successore di Igor Tudor esonerato per scarso rendimento della squadra, l’ex ct della nazionale era un allenatore con poco potere negoziale e molta voglia di rimettersi in gioco. Solo quattro mesi prima era stato sollevato dalla guida della nazionale italiana dopo lo choc della sconfitta in Norvegia e con un girone di qualificazione al Mondiale compromesso, secondo momento difficile dopo un Europeo deludente nel 2024. Epilogo impossibile da accettare per la persona che nel 2023, non un secolo fa, era stato l’architetto dello storico ritorno allo scudetto del Napoli dopo un digiuno lungo 33 anni.
Luciano Spalletti che oggi si è seduto allo stesso tavolo per sottoscrivere il prolungamento del suo rapporto di lavoro con la Juventus fino al 30 giugno 2028 è un uomo e un tecnico molto diverso da quello dello scorso autunno. Il fallimento mondiale, poi concretizzatosi con Gattuso in panchina, è alle psicologicamente alle spalle e il suo ruolo nel club non è più quello di un allenatore preso per raddrizzare la situazione, ma obbligato a fare con quello che gli viene messo a........