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Sicurezza: il "Modello Milano"

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23.09.2019

«Modello Milano» come nuova politica dell’accoglienza controllata e della sicurezza nazionale: la nomina a Ministro dell’Interno di Luciana Lamorgese, un tecnico gradito alla politica, già prefetto nel capoluogo lombardo negli anni difficili dell’immigrazione incontrollata, dal febbraio 2017 all’ottobre 2018, è stata festeggiata come chiaro segno di discontinuità tra i governi Conte 1 e Conte 2.

Se sarà davvero così, se cioè la politica della sicurezza dei cittadini, della gestione dell’immigrazione e della lotta alla criminalità e al degrado cambierà segno, è presto per dirlo. E mentre i porti restano «chiusi» e le imbarcazioni delle Ong cariche di migranti continuano a rollare sul mare, provocando non pochi mal di pancia alla componente più a sinistra della neonata maggioranza parlamentare, per immaginare il futuro possiamo analizzare il passato e, per giudicare il lavoro svolto da Lamorgese, vale la pena sfogliare le cartoline di una Milano che è stato il banco di prova delle politiche della neo ministra, riassumibili nella definizione «pugno di ferro in guanto di velluto».

Siamo sicuri che Milano sia un modello da proporre e applicare altrove? I fatti dicono altro. È la città italiana con più denunce per reati: 7,4 ogni cento abitanti. I crimini, se pur in calo, restano allarmanti: nell’intera provincia lo scorso anno si sono registrati 150 mila reati, 3.786 rapine, oltre 10 mila persone denunciate e 2 tonnellate di droga sequestrate. E nonostante l’impegno delle forze dell’ordine sul fronte della droga, dell’immigrazione clandestina e della criminalità, la realtà racconta tanti fallimenti.

Milano, 2 maggio 2017. Centinaia di poliziotti cingono la Stazione Centrale. Entrano in azione gli agenti del Reparto mobile in tenuta antisommossa, la polizia a cavallo, unità cinofile e un elicottero che sorvola la zona. L’ingresso alla metropolitana viene sbarrato, decine di stranieri vengono fermati, perquisiti, identificati o portati in questura. Le immagini di quell’operazione senza precedenti rimbalzano su siti e tv. A Palazzo Marino il consiglio comunale viene sospeso. Più che un blitz è una retata quella organizzata dalla questura su richiesta dell’allora prefetto milanese, la Lamorgese appunto. Poco importa se l’indomani il mattinale della polizia riporta che, a fine servizio,........

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