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Miles Davis e John Coltrane, l’arte inquieta del dialogo

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08.10.2026

Il 6 novembre torna “The Complete Columbia Recordings 1955-1961” che raccoglie le incisioni dei due giganti del jazz

Fra Davis e Coltrane l’intesa ha preso forma attraverso la differenza. Davis concentra il significato nel peso del suono, nella pausa, in frasi che sembrano trattenere la conclusione. Coltrane sviluppa il discorso attraverso motivi che ritornano, si spostano e si infittiscono. La tromba disegna una cornice mobile; il tenore la percorre, la interroga e talvolta ne dilata i confini. In questa musica, ascoltare l’altro è parte dell’invenzione: ogni assolo acquista senso anche da ciò che gli è stato lasciato, interrotto o rilanciato.

Davis chiamò Coltrane nel suo quintetto nel 1955. Accanto a Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones, il sassofonista entrò in una formazione dalla coesione ritmica salda e insieme aperta all’improvvisazione. In brani come “Two Bass Hit” e “Ah-Leu-Cha”, la batteria di Jones accentua e rilancia, il contrabbasso di Chambers tiene saldo il movimento, mentre tromba e tenore si contendono e si scambiano il primo piano. In “‘Round About Midnight” il dialogo si fa più raccolto: la linea di Davis lascia affiorare la malinconia della melodia; Coltrane la attraversa con un fraseggio inquieto e penetrante.

Nel 1957 la collaborazione si interruppe per alcuni mesi: Davis allontanò Coltrane, la cui dipendenza stava compromettendo la presenza e il........

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