Rigenerazione urbana: ecco perché Milano e Firenze possono diventare un modello europeo |
BiM e Manifattura Tabacchi raccontano un nuovo modello di sviluppo urbano che punta su ricerca, creatività e connessione sociale
In Italia, la sfida della rigenerazione urbana sta evolvendo da semplice recupero volumetrico a creazione di veri e propri “ecosistemi di prossimità”. Non si tratta più solo di ristrutturare edifici, ma di gestire la transizione di aree industriali dismesse verso nuove funzioni che rispondano alle urgenze del presente: sostenibilità ambientale, integrazione accademica e attrattività internazionale.
In questo contesto, la rigenerazione urbana contemporanea trova oggi due dei suoi esempi più avanzati in Manifattura Tabacchi a Firenze e BiM a Milano. Se il progetto fiorentino trasforma l’ex fabbrica in un quartiere dinamico e inclusivo — animato dalla community internazionale di Polimoda e da residenze di design — BiM riqualifica un intero isolato in Bicocca attraverso una logica di retrofitting. Firmato da Piuarch e Antonio Perazzi, l’intervento milanese restituisce alla città oltre 50.000 mq di spazi direzionali, retail e aree verdi, proponendosi come modello di sostenibilità autentica.
Per meglio comprendere l’importanza strategica dei due progetti per Firenze e Milano, abbiamo scelto di intervistare, Michelangelo Giombini, Head of Product Development & CEO di Manifattura placemakers, il quale ha spiegato come la strategia degli usi temporanei, la simbiosi con le eccellenze accademiche e l’investimento nell’arte contemporanea stiano trasformando questi complessi in poli occupazionali specializzati. Attraverso il racconto di questi due “contenitori vibranti”, Giombini offre un’overview preziosa sullo stato dell’arte dei processi di rigenerazione capaci di generare valore sociale e attrattività internazionale, ridefinendo il tessuto locale e nazionale.
Entrambi i progetti si inseriscono in contesti storici definiti (Bicocca e l’area delle Cascine). Quali strategie sono state adottate per garantire che questi nuovi distretti non diventino delle “isole”, ma siano realmente permeabili e connessi al tessuto sociale preesistente?
Il primo provvedimento adottato per favorire il reinserimento di BiM e di Manifattura Tabacchi nei rispettivi tessuti urbani e sociali è stato quello di attivare usi temporanei all’interno degli edifici ancora in attesa di riqualificazione, parallelamente all’avvio dei cantieri. Questa strategia ha permesso di evitare che i due interventi venissero percepiti come trasformazioni calate dall’alto o come processi esclusivamente immobiliari, aprendo invece fin da subito i luoghi alla città e rendendo il pubblico parte integrante del cambiamento.
L’attivazione temporanea degli spazi ha avuto infatti un duplice obiettivo: da un lato, accompagnare gradualmente cittadini, residenti e stakeholder nella comprensione della nuova identità dei progetti; dall’altro, restituire immediatamente vitalità a complessi per lungo tempo rimasti chiusi o sottoutilizzati. Eventi culturali, iniziative pubbliche, attività creative e momenti di aggregazione hanno così trasformato i cantieri........