Il vino del futuro verrà prodotto sulle montagne

Viticoltura eroica, biodiversità e cambiamento climatico: Patrick Ronzani e Nicolas Bovard raccontano perché i vini di montagna, e quelli della Valle d’Aosta in particolare, sono il futuro del vino

Terrazze ripide, vigneti aggrappati alla roccia, climi estremi e mani che lavorano ancora pianta per pianta: la viticoltura di montagna non è solo una scelta produttiva, ma una filosofia. In un momento storico in cui il vino vive una profonda trasformazione, tra calo dei consumi e cambiamento climatico, le zone più alte d’Europa stanno dimostrando una sorprendente capacità di adattamento e innovazione. La Valle d’Aosta è uno dei laboratori più interessanti di questa evoluzione, dove tradizione millenaria, biodiversità e ricerca scientifica si intrecciano. Ne parlano Patrick Ronzani, responsabile del settore viticoltura ed enologia dell’Institut Agricole Régional, e Nicolas Bovard, presidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta.

«Dal punto di vista del marketing – spiega Ronzani– la viticoltura eroica viene raccontata attraverso le pendenze, la verticalità, la........

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