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Mamme ad ostacoli

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15.11.2019

«Si dice che l’Italia sia il Paese dei mammoni. Qui, però, le mamme non hanno per niente vita facile». La giornalista Paola Setti ha appena pubblicato un libro dal titolo eloquente: Non è un Paese per mamme. Appunti per una rivoluzione possibile (All Around) e snocciola dati che fanno rabbrividire. «Secondo gli ultimi dati pubblicati a dicembre 2018 dall’Ispettorato nazionale del lavoro e riferiti al 2017, su 39.738 dimissioni registrate, tre su quattro hanno riguardato le mamme lavoratrici, cioè il 77 per cento del totale, di cui una su quattro in Lombardia».

Donne che lasciano il posto di lavoro perché non ce la fanno a conciliare gli impegni con il complicato e fondamentale mestiere di mamma. Donne che spesso sono obbligate a scegliere di lasciare l’ufficio perché non hanno mezzi a sufficienza o, semplicemente, i ritmi che devono sopportare sono ingestibili, specie perché, al ritorno a casa, c’è un intero universo familiare di cui devono occuparsi.

Nella metà dei casi di dimissioni registrati dall’Ispettorato del lavoro, «le ragioni espressamente riconducibili all’incompatibilità tra occupazione lavorativa e cura dei figli sono 15.825». Poi ci sono quelle che lasciano perché non hanno una rete di sostegno, cioè parenti che possano dare una mano a tenere i bimbi: 11.792, nel 2016 erano 7.469, l’aumento è notevole. «C’è chi perde il lavoro in modo eclatante» dice Paola Setti «allora può fare causa, e magari la vince, ottiene un risarcimento in denaro che finisce subito. Poi ci sono le mamme che vengono subdolamente accompagnate alla porta entro i limiti di legge. Se trovi il datore di lavoro illuminato che ti viene incontro, magari riesci a conciliare le esigenze di mamma con quelle dell’impiego. Altrimenti ti........

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