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Piazza Fontana: cronaca dei 30 giorni prima della strage

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10.12.2019

Cinquant'anni fa, il 12 dicembre 1969, si consumava uno dei più gravi attentati della storia italiana: la bomba in Piazza Fontana nel cuore di Milano, che provocò 17 vittime e più di 80 feriti tra i clienti della Banca nazionale dell'agricoltura. L'ordigno esplose in uno dei momenti di massima tensione politica e sociale del Paese, investito dalla violenza di piazza innescata dalle schiere dei movimenti "extraparlamentari" di sinistra e destra e paralizzato dalla lunga stagione degli scioperi nelle fabbriche nota come l'"autunno caldo". Esaminiamo dalle cronache dell'epoca quell'escalation di violenze che fecero da premessa alla strage di Piazza Fontana.

Il mese di ottobre del 1969 era stato caratterizzato da un crescendo della conflittualità nel mondo operaio, alimentata anche dall'azione combinata degli studenti in lotta dall'anno precedente e dalle organizzazioni della sinistra extraparlamentare che si erano unite ai lavoratori nelle assemblee, nelle manifestazioni e negli scioperi per il rinnovo contrattuale delle varie categorie. In particolare i Marxisti-leninisti, i "filo-cinesi", il gruppo di "Potere operaio" avevano spinto per una radicalizzazione della lotta in fabbrica mirata alla preparazione di una auspicata "rivoluzione armata delle masse operaie" in netto contrasto con le sigle sindacali nazionali e soprattutto con il Pci, considerato dagli estremisti come alleato del "governo borghese".

Le conseguenze della pressione politica sugli operai in lotta non si fece attendere: all' inizio del novembre 1969 la direzione della Fiat sospese 85 lavoratori in seguito a gravi episodi di violenza e sabotaggio negli stabilimenti di Mirafiori dove un dirigente, l'ingegner Luigi Stellacci, fu aggredito e percosso da un gruppo di scioperanti. A poche ore di distanza dal grave episodio, a Milano il corteo dei lavoratori del settore chimico degenerava in guerriglia urbana, con un funzionario di PS finito in ospedale e decine di feriti e fermati. Alla Pirelli, dove i Cub avevano inaugurato l'"autunno caldo" la produzione era paralizzata da settimane.

L'episodio più grave, che può considerarsi assieme alla morte dell'agente Antonio Annarumma come prime tra le vittime degli scontri tra "opposti estremismi" si consumò a Pisa il 27 ottobre durante una manifestazione sfociata in violenza a cui avevano preso parte gruppi di Potere Operaio. Durante l'assalto alla sede del Msi della città toscana rimase ucciso lo studente Cesare Pardini, colpito in pieno petto da un lacrimogeno sparato dalla Polizia.

12 novembre

Anche Napoli fu investita dai disordini, quando si consumarono gravi scontri tra missini e manifestanti di sinistra in occasione di un comizio dei sindacati. Una bomba carta esplose ferendo uno studente e gli arresti furono una trentina. Durante le indagini furono trovate armi ed esplosivi nella sede locale del Msi.

A Torino trecento operai Fiat aggredivano gli impiegati che non avevano aderito allo sciopero. Bloccati negli uffici, saranno liberati dall'intervento della Polizia che agì sotto un fitto lancio di bulloni e porfido.

14 novembre

La Fiat identifica e........

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