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Le foto hot sui social, il tradimento, il matrimonio

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09.10.2019

Buone notizie per gli adùlteri. Almeno così è se vi pare. Di pirandelliana memoria.
Due sentenze si fanno strada dalla Sicilia, entrambe legate dal medesimo filo conduttore: le foto o i messaggi compromettenti pubblicati sui social network non possono essere assunte come mezzo di prova che dimostri un tradimento del coniuge.
Con le dovute differenze e distinguo, i giudici siciliani si guardano bene dall’eliminare la rilevanza, fra i doveri scaturenti dal vincolo coniugale, dell’obbligo di fedeltà.
Eppure, nel momento in cui forniscono un assist ai partners fedifraghi, negando il valore di prova a certi scatti o asserendo la natura incorporea ed astratta delle chat incriminate su Facebook, finiscono per canalizzare un messaggio che può essere interpretato in modo sbagliato, indebolendo un istituto, il matrimonio, che da anni è in terapia intensiva con prognosi riservata. Già, perché i dati statistici illustrano un crollo complessivo di questa millenaria forma di unione, sostituita da soluzioni più........

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