I falsi invalidi ora sono digitali: così Telegram e TikTok insegnano a fregare l’Inps |
Telegram, YouTube, Instagram: online sta fiorendo il business di chi promette di far ottenere prestazioni assistenziali per malattia. Ovviamente, dietro il pagamento di parcelle. Un magma di utili aiuti, furbizie, ma anche molte truffe.
imenticate il “finto cieco” smascherato mentre guida o il dipendente in carrozzina che fuori dall’ufficio cammina senza problemi. Quelle storie, per anni, hanno riempito le cronache sulle truffe all’Inps.
Oggi il fenomeno ha cambiato pelle: più sofisticato, meno visibile, soprattutto digitale. Panorama è in grado di ricostruire l’emergere di una nuova filiera, quella dei “falsi invalidi digitali”.
Non più episodi isolati, ma un sistema che nasce e si alimenta online. Canali Telegram, video YouTube, reel Instagram, forum: una rete che insegna linguaggio tecnico, soglie percentuali, patologie tabellari, iter, aggravamenti e ricorsi. Un vero e proprio manuale diffuso che rischia di trasformare un diritto in strategia.
Il salto di qualità non è solo teorico. Una recente inchiesta in Sicilia ha fatto emergere un sistema “all inclusive” per ottenere indebitamente prestazioni assistenziali. Secondo gli inquirenti, veniva offerto un pacchetto completo: certificazioni mediche false, talvolta retrodatate e rilasciate senza visita, preparazione online per affrontare le commissioni, presenza alle visite collegiali e assistenza legale in caso di rigetto. Un mercato delle certificazioni da migliaia di euro a pratica, gestito da intermediari in grado di collegare richiedenti e specialisti compiacenti. Ma è la dimensione digitale a rappresentare il vero snodo. Una zona grigia sempre più ampia, in cui diventa difficile distinguere fra truffa organizzata e “ottimizzazione” opportunistica.
«Potremmo definirla una digitalizzazione delle distorsioni legate all’invalidità civile», spiega Cinzia Laurenza, una degli avvocati più seguiti e più esperti sul fronte della previdenza, nota sul Web con la pagina “Avvocato Invalidità”. «Il punto è che esiste una linea netta tra il diritto a essere informati e il tentativo di orientare........