menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Punti di vista: Bea Barret

4 0
09.04.2026

Classe 2002, a teatro nel ruolo di Célimène ne Il Misantropo di Molière, l’attrice interpreta Martina nella versione 3.0 di Notte prima degli esami.

Quando si parla di Generazione z, non si può non citare Bea Barret (in apertura e nella gallery nelle immagini di Marco Ragaini, ndr). Contemporaneamente a teatro e al cinema, la giovane artista si racconta tra aspettative e metodo.

Domanda. Come Scegli i ruoli da interpretare?

Risposta. Da Molière a Notte prima degli esami 3.0 c’è un grandissimo mondo in mezzo anche solo per il fatto che, nel primo, recito a teatro; nel secondo, davanti alla macchina da presa per il cinema. Ogni casting, ogni ruolo è una nuova sfida per me. Sono determinata, non mi tiro indietro e cerco sempre di lasciarmi ispirare dalle caratteristiche del ruolo, voglio essere versatile e imparare il più possibile. In particolare, oggi mi trovo ad interpretare due ragazze della stessa età ma in contesti temporali lontanissimi. Mi piace sperimentare e mettermi alla prova per spostare l’asticella sempre un po’ più in là.

D. Teatro e cinema, cosa preferisci di questi due mondi e cosa no?

R. Teatro e cinema, sono mondi apparentemente vicini, ma estremamente diversi e affascinanti. Non riesco a preferirne un all’altro. A teatro, per esempio, c’è un enorme lavoro dietro le quinte, ma la soddisfazione di vedere il pubblico e poter interagire non ha eguali. Certo, l’ansia da prestazione non manca mai e devi dare il massimo qui-e-ora, non ci sono scorciatoie. Il cinema, invece, ti mette più tranquillo e ti permette di sperimentare, osare e sbagliare: se poi butta proprio male, la scena si può comunque rifare.

D. Che progetti ci sono per il futuro?

R. Fino alla fine di aprile sono in tournée con Il Misantropo e poi, subito dopo, un altro spettacolo, Chi come me sempre al Teatro Parenti. A gennaio, avevo iniziato una serie che, giocoforza, ho sospeso per l’impegno a teatro; quindi, vorrei terminarla e non mi dispiacerebbe farne anche un’altra o un film durante l’estate, in attesa della ripresa della stagione teatrale prossima.

D. Come il tuo rapporto con la moda e il mondo dello stile?

Sono nata a Milano, la capitale della moda e questo mi ha fatto subito apprezzare lo stile. Per me indossare un certo look è parte della mia espressività. Comunico anche vestendomi e chi mi conosce bene, sa che certi accessori o certi vestiti non promettono niente di buono sul mio umore. Mi piace molto fare shopping, soprattutto borse e scarpe, che, a volte, mi regalo per gratificarmi, per coccolarmi soprattutto dopo un buon lavoro. Nella vita lavorativa, poi, sono abbastanza perfezionista: se ho un evento o un appuntamento importante, voglio che tutto sia a posto e non mi riduco mai all’ultimo nello scegliere cosa indossare.

D. Ci racconti la tua beauty routine?

R. Mi trucco da quando ero piccola; ho imparato guardando i video-tutorial di YouTube già a dieci forse undici anni. All’inizio ero un disastro, ma al liceo potevo proprio dire la mia. Oggi, forse anche perché il lavoro mi impone make-up anche molto pesanti, tendo a privilegiare la skincare al trucco. Siero, crema idratante, SPF e illuminante sono i miei must. A cosa non posso assolutamente rinunciare? A pettinare le sopracciglia! Ho la fortuna di averle folte, ma se non mi prendo cura di loro, sembro sempre appena alzata dal letto!

D. Cosa consiglieresti a un giovane che vuole intraprendere la tua carriera?

R. Questa è una professione difficile e subdola perché ti espone a continui alti e bassi. Un periodo lavori moltissimo, quello dopo, magari, è calma piatta. Per fare l’artista ci vuole tantissima passione, la realtà è molto diversa da quella che si immagina, ci vuole metodo, determinazione e tanta forza. A volte ti trovi lontano dai tuoi affetti e sei spaesato, lì bisogna essere solido, andare oltre anche quando l’unica cosa che vorresti e startene a casa. A una persona giovane che vuole intraprendere questo mestiere, chiederei quanto è disposta a sacrificare per raggiungere il suo obiettivo che, inutile dirlo, non è quasi mai Hollywood. Se si è disposti a rischiare, dimenticare la sicurezza della routine e anche quella economica, allora buttatevi, ma non smettete mai di studiare per migliorarvi e di coltivare almeno un Piano B per i momenti di stanca.


© Panorama