Gratteri, maxi inchieste e assoluzioni record: il caso che scuote la magistratura

Inchieste simbolo ridimensionate, percentuali di assoluzione fuori media e polemiche sulla riforma della giustizia: perché il caso Gratteri fa esplodere il dibattito.

«Questa è la più grande operazione degli ultimi ventitré anni. Bisognerebbe portarla nelle scuole di magistratura per spiegare come si fa un’indagine di mafia». Gennaio 2018: con usuale modestia, Nicola Gratteri annuncia i 169 arresti dell’inchiesta Stige. Adesso i palpitanti studenti dovranno però ripiegare su altri numi. «Le cosche controllavano il battito cardiaco di tutte le attività economiche» rivela, a favor di telecamera, l’allora procuratore di Catanzaro. La Cassazione, tre mesi fa, ridimensiona la patologia di cui avrebbe sofferto il crotonese: l’epocale indagine si è conclusa con un centinaio di assoluzioni. Tra i malcapitati ci sono anche ex sindaci di comuni sciolti per mafia e grandi imprenditori considerati vicini ai boss.

Non è l’unico inciampo del magistrato più famoso d’Italia. Senofane diceva: se un triangolo potesse pensare, immaginerebbe Dio a forma di triangolo. E l’attuale procuratore vede marciume ovunque. L’ultima intemerata, da alfiere dei contrari alla riforma della giustizia, sembra suffragare la tesi: «Voteranno per il Sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente». Cinquantuno magistrati, dopo aver denunciato «l’assordante silenzio dell’Anm», tentano di rimbrottare l’illustre collega: «La cultura della giurisdizione è per noi comandamento di vita e non vuoto slogan da fiera. Intanto, aumentano le adesioni dei magistrati che votano Sì. Ci indaghi tutti, signor Gratteri». Suggeriamo cautela. L’Unione delle camere penali italiane informa: su 1.121 arresti della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Gratteri fino a settembre 2023, gli assolti sarebbero il 37,4 per cento. Contro una media nazionale, aggiunge l’associazione degli avvocati penalisti, intorno al 10 per cento.

Assoluzioni, risarcimenti e numeri della malagiustizia

La conta si ferma allo scorso aprile. Ci sarebbero da........

© Panorama