Foibe, il sangue taciuto e la giustizia negata |
L’altro sangue dei vinti. Quello taciuto. Le foibe restano l’impunita vergogna da rievocare soltanto il 10 febbraio. È il Giorno del ricordo, in onore dei connazionali uccisi e dei 300 mila esuli. Eterno imbarazzo a sinistra. Un frammisto di tentata rimozione e rassicurante oblio. Sono i crimini, spesso negati, dei comunisti jugoslavi di Tito. E non è solo un’amnesia storiografica, ma pure giudiziaria. Perché anche quella fu insabbiata, dopo essere riemersa un’atroce testimonianza dopo l’altra.
Fu un tignoso procuratore militare di Padova a voler far luce: Sergio Dini. Nel 2002 comincia a sguinzagliare carabinieri in tutta Italia, alla ricerca di superstiti e orfani. Trova occhi gonfi di lacrime e parole di imbarazzo. Ricostruisce date, nomi, vittime, carnefici. Fino a quando la Cassazione non decide di sfilargli l’inchiesta: non sarebbero stati crimini di guerra, ma solo odio etnico. «Come un regolamento di conti tra vicini di casa», spiega oggi Dini a Panorama. Mentre scivola via l’ennesima ricorrenza, il magistrato denuncia la giustizia negata: «Le indagini sulle stragi naziste andarono avanti, quelle sulle foibe no. I tedeschi hanno perso la guerra e sono stati processati, gli slavi l’hanno vinta e si è deciso di mettere la sordina».
Dini adesso è un pm della Procura padovana, ma non ha dimenticato. La gente sparita a Gorizia, il campo di concentramento oltre confine, i carabinieri ammazzati a picconate sopra Tolmezzo.
L’inchiesta sui crimini dei partigiani di Tito
L’inchiesta individua anche il comandante dei partigiani sloveni del IX Corpus. Il reparto dell’esercito di Tito, fra maggio e giugno del 1945, aveva occupato Gorizia ordinando arresti e uccisioni di italiani. Un mese e mezzo di barbarie. Sparirono centinaia di persone: prigionieri militari e civili. Un sopravvissuto riferisce al magistrato: «Eravamo in fila con uno scodellino per avere un mestolo d’acqua sporca e patate. Quello davanti a me cercò di raschiare il fondo della pentola. La guardia partigiana lo colpì con una fucilata trapassandogli il torace. Arrivò il........