La Gen Z cambia il rito dell’aperitivo: meno alcol, più casa e mocktail
I giovani non rinunciano alla convivialità, ma la stanno riscrivendo: scelgono con maggiore attenzione cosa bere, alternano cocktail alcolici e analcolici e trasformano il salotto di casa in un piccolo cocktail bar. A guidarli sono il desiderio di mantenere il controllo, la ricerca di autenticità e una nuova idea di benessere
Bere meno non significa divertirsi meno. È forse questo il cambiamento più significativo che sta attraversando il rapporto tra la Generazione Z e l’alcol. I giovani continuano a incontrarsi, organizzare feste e concedersi un aperitivo, ma lo fanno seguendo regole diverse da quelle delle generazioni precedenti: meno eccessi, maggiore attenzione alla qualità e una libertà crescente nel passare da un cocktail tradizionale a un drink analcolico senza sentirsi fuori posto.
A fotografare questa trasformazione è una ricerca realizzata da OgilvyOZ per Schweppes su 2.001 persone residenti in Italia, intervistate nel maggio 2026. Il campione è stato distribuito sul territorio nazionale e segmentato tra adulti della Generazione Z e Millennials, utilizzati come gruppo di confronto. I risultati quantitativi sono stati inoltre incrociati con analisi e dati di settore.
Il dato più evidente riguarda la riduzione volontaria del consumo di alcolici: il 54 per cento dei giovani dichiara di aver scelto consapevolmente di bere meno. Non si tratta necessariamente di astinenza totale, ma di un atteggiamento spesso definito sober curiosity: la volontà di interrogarsi sul proprio rapporto con l’alcol, limitarlo o sostituirlo in alcune occasioni con alternative analcoliche.
Per il 33 per cento degli intervistati della Gen Z, bere meno........
