Pieno contingentato in Slovenia: alcuni distributori fissano un tetto ai rifornimenti |
La crisi in Medio Oriente non rientra, i costi del petrolio continuano ad aumentare. E allora anche i Paesi europei più virtuosi, malgrado gli sforzi delle autorità al governo, si vedono costrette a ritoccare al rialzo i prezzi di benzina e diesel. È lo scenario al quale si prepara la vicina Slovenia a partire dalla prossima settimana, nazione da tempo interessata da una vera e propria “invasione” di stranieri, leggi austriaci e italiani, attirati dai bassi costi del carburante, calmierati dal governo di Lubiana.
Dalla settimana prossima previsto un incremento soprattutto per quanto riguarda il gasolio. Più contenuto l’aumento della benzina
Qualcosa, in peggio, cambierà a breve, per tutti gli automobilisti, sloveni e non. Lo ha anticipato il ministro sloveno dell’Ambiente, Energia e Clima Bojan Kumer, che ha deciso di informare in anticipo l’opinione pubblica sulle modifiche che dovrebbero entrare in vigore tra lunedì e martedì prossimo, dopo che arriverà l’ufficialità dei nuovi prezzi.
«Malgrado il massimo impegno del governo, ci attendiamo che il diesel aumenti di 12 centesimi al litro», ha annunciato Kumer, specificando che anche la benzina normale dovrebbe subire un ritocco all’insù, ma inferiore.
Se le previsioni di Kumer saranno confermate, il diesel normale salirà così in Slovenia dagli attuali 1,528 euro al litro a 1,648. L’aumento sarà comunque ancora contenuto, perché «il governo sta facendo tutto ciò che è in suo potere per proteggere la gente dai più gravi effetti» dell’attuale crisi e «per assicurare forniture sicure e stabili», ha assicurato Kumer.
Ma cosa, nel concreto? Si taglieranno ulteriormente le accise «fino al massimo possibile previsto» e si ragiona anche sulla sospensione dell’imposta sulle emissioni di Co2, ha anticipato il ministro, spiegando che senza quelle misure gli aumenti sarebbero stati ancora più marcati.
Se Lubiana dovesse abbassare al massimo le accise, l’esecutivo potrebbe però esaurire le cartucce a sua disposizione per tenere sotto controllo i prezzi pure in futuro, ha però avvisato l’agenzia di stampa slovena Sta.
Prezzi, quelli sloveni, che anche dopo i previsti aumenti rimarranno comunque inferiori a quelli praticati in Italia e in Austria, da dove «migliaia sono arrivati in Slovenia a fare il pieno», ha ricordato la Sta. E in linea con quelli della Croazia, che dal 9 marzo ha reintrodotto un tetto ai prezzi di benzina e diesel normale, rispettivamente a 1,50 euro e 1,55 euro al litro.
Lubiana cercherà quindi in qualche modo di frenare il “turismo del pieno”, come aveva suggerito lo stesso Kumer, evocando misteriose misure in questo senso? Martedì a mettere le mani avanti era stato il ministro dell’Economia Matjaž Han.
Mercoledì ha fatto lo stesso il ministro delle Finanze, Klemen Boštjančič. Come Paese membro Ue, Lubiana non ha poteri in questo senso e «non possiamo mettere limiti» all’acquisto di carburante in Slovenia nei confronti «di un singolo gruppo», come gli italiani o gli austriaci, ha spiegato Boštjančič, specificando che «le regole dell’Unione europea» prevedono «misure per tutti». O per nessuno.
I limiti ai rifornimenti
La palla sarebbe però potuta passare alle catene di distribuzione che possono imporre dei limiti. Così ha fatto mercoledì Mol, che ha deciso un tetto di 30 litri per i privati e di 200 per le persone giuridiche o i camion su tutto il territorio nazionale.
Le stazioni di servizio 24ur di Shell avevano già un limite di 100 litri. Petrol non ha ancora deciso in merito a eventuali restrizioni.
Le autorità fiscali di Lubiana avrebbero in ogni caso suggerito agli omologhi dei Paesi confinanti di prestare attenzione al fenomeno dei loro “turisti del pieno” di ritorno in patria, hanno informato i media sloveni. Tuttavia, come ha ammesso lo stesso Boštjančič, l’Ue è un unicum e nulla vieta di fare rifornimento dove a ciascuno più conviene.