La "fabbrica delle notizie" che stupì Le Monde: l'epopea di Vittorino Meloni e la rivoluzione green del giornale

Pagine di giornale nitide come fotografie, stampate a colori, scritte al computer. Al Messaggero Veneto di quando aveva vent’anni, nel 1966, e un direttore e una proprietà in vena di cambiare, questa di oggi era già la prefigurata normalità. Certo con un sensibile anticipo sui quotidiani di mezzo mondo, sicuramente di tutti quelli d’Europa se il gigante francese Le Monde, il 10 settembre del 1968, catapultò a Udine l’inviato Jacques Nobécourt, a certificare quest’affaccio al futuro. In Friuli, nella provincia piú provincia dell’orbe giornalistico, si bruciavano i tempi del progresso e c’era una “fabbrica delle notizie” che aveva assunto i connotati tecnologici del domani, di ciò che soltanto oggi è il presente.

È un’altra gran bella storia di periferia – sempre sottovalutata e sempre portatrice di buone idee –, questa del Messaggero Veneto della stagione di Vittorino Meloni (1926-2009), che lo diresse per ventisei anni e otto mesi accompagnandolo nelle trasformazioni che il linguaggio giovanile designerebbe come mitiche, eppure furono così: primato nella stampa a freddo, oggi si direbbe green perché eliminò i fumi nocivi del piombo e mise il camice bianco ai........

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