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Il sindaco di Trieste Dipiazza ancora su Schlein: «Basta far male all’Italia»

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«Ora per trenta giorni starò buono», aveva promesso il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza a inizio anno, dopo il polverone sollevato dal post in cui augurava tanti auguri alla Befana, una vecchina in sella alla scopa con il volto della segretaria del Pd Elly Schlein. I 30 giorni si sono più che triplicati, ma Dipiazza è ritornato sempre su Schlein domenica sera. Sotto un commento tutto sommato politico della missione della segretaria del Pd in Spagna («Basta fare del male all’Italia») Dipiazza infila quattro screenshot di un’intervista a Schlein a margine del raduno progressista di Barcellona.

Dipiazza tira dritto: «Infastidito dal clamore. Ma ora per i prossimi 30 giorni starò buono»

Per il Pd lunedì è intervenuta la senatrice Tatjana Rojc, invitando il sindaco «a non chiudere il suo mandato con questi tristi e meschini titoli di coda». «Mi meraviglio che, dopo aver costruito una carriera politica sull’empatia e una sia pur ruvida umanità, voglia lasciare il ricordo di uno che rode facendo foto alla tv e denigrando personaggi politici avversari – ha aggiunto la senatrice». Parliamo di sanità, porto e sicurezza se vuole, ma lasci in pace la segretaria Schlein che tra l’altro nemmeno s’accorge di queste punturine».

Il post pubblicato il giorno dell’Epifania dal sindaco di Trieste aveva innescato l’indignata reazione dell’intero centrosinistra e una dura reprimenda da parte di una fetta del mondo della scuola, ma pure un imbarazzo diffuso nel centrodestra. Il caso aveva fatto il giro d’Italia, finendo su tutta la stampa nazionale, rilanciato pure dal direttore del Tg di La7 Enrico Mentana, chiedendosi sui social «come può permettersi il sindaco di una città gloriosa di postare i suoi auguri dando il volto della leader di un partito suo avversario alla Befana? ».

L’immagine pubblicata da Roberto Dipiazza scatena le reazioni del Pd. La segretaria regionale Caterina Conti: «Gesto sessista e indegno di chi ricopre un incarico pubblico»

Dipiazza da parte sua non aveva fatto marcia indietro, ritenendo di non aver fatto nulla di male nel postare su Facebook il fotomontaggio di Elly Schlein nei panni della vecchina. E scherzando aveva rilanciato: «Forse, come mi ha detto qualcuno, dovrei piuttosto chiedere scusa alla Befana...».

Intervista di fine anno al primo cittadino di Trieste: «Vorrei una persona che ha lavorato come ho fatto io. Nel 2026 Acquamarina e ponti sulle Rive. Mai parlato del mio tumore del 2016 per non attirare pietismo. Ho ancora l’energia di 30 anni fa»

Nessun ripensamento nemmeno sulla frase rivolta lo scorso dicembre alla pentastellata Alessandra Richetti in Consiglio comunale (l’ormai celebre «Non mi sono mai fatto comandare da una donna, tanto meno da te»): «Doveva sentire quel che ha detto prima della mia risposta. Se uno si rivolge a me in maniera poco educata, rispondo a tono».

Caso Richetti, la polemica diventata  nazionale dopo l’uscita del primo cittadino contro la consigliera del m5. Dipiazza non arretra. E le donne di centrodestra gli fanno quadrato. Fedriga ironizza

A Richetti in aula Dipiazza aveva detto ancora: «Stai zitta!», suscitando l’immediata reazione della diretta interessata e, tra gli altri, della consigliera regionale del M5s  Rosaria Capozzi,  della segretaria regionale del Pd Caterina Conti e delle esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra. Forte fu il richiamo a non minimizzare, a non ridurre tutto a una delle uscite goliardiche cui Dipiazza ha abituato nei suoi vent’anni da primo cittadino del capoluogo regionale. —


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