Una messa per non dimenticare: attese cinquemila persone a Gemona per la celebrazione con il cardinale Zuppi

Commemorare chi perse la vita (furono 990 le vittime), pregare per chi sopravvisse alla furia distruttrice del sisma e oggi non c’è più (2.500 feriti, 60 mila sfollati), ricordare quel miracolo laico che fu la ricostruzione, divenuta – fuor di retorica – modello da replicare, capace di gettare le basi per la Protezione civile come la conosciamo oggi.

Le oltre 5 mila persone che oggi pomeriggio, domenica 3 maggio, si ritroveranno alla caserma Goi-Pantanali di Gemona celebreranno tutto questo in un uno dei luoghi simbolo del terremoto che cinquant’anni fa piegò, senza spezzare, il Friuli. Un momento di preghiera e riflessione, ma anche di unità di un popolo e di chi allora lo aiutò a risollevarsi.

Arriveranno da tutta Italia anche i rappresentanti dei comuni che allora si gemellarono con Gemona, dopo aver dato una mano a scavare tra le macerie, a ricostruire, a ospitare chi non aveva più nulla. A guidare la liturgia, che inizierà alle 16, sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.

Domenica 3 maggio il momento clou delle celebrazioni religiose per il 50° del sisma. Dalla maxi-messa alla caserma "Goi-Pantanali" all'incontro esclusivo al Teatro Sociale: la Chiesa udinese ricorda la ricostruzione tra memoria e futuro

Il Friuli, in quella tragedia senza precedenti, scoprì la forza della........

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