Udinese-Juve 0-1: Boga gela il Bluenergy Stadium, Ekkelenkamp spreca il pari |
Si ferma al Bluenergy Stadium la striscia positiva dell'Udinese, che dopo i quattro punti raccolti contro Fiorentina e Atalanta, deve arrendersi alla Juventus di Spalletti. Un match di sofferenza e sacrificio per gli uomini di Runjaic, deciso da una fiammata di Boga nel primo tempo e condizionato da un clamoroso errore sotto porta nella ripresa che avrebbe potuto cambiare la storia della serata.
Primo Tempo: Okoye tiene in piedi il muro
L'avvio è di marca ospite, con la Juventus che controlla il possesso palla (vicino al 60%) cercando di aggirare il castello difensivo eretto da Runjaic. L'Udinese prova a pungere in ripartenza con Atta, il più ispirato dei suoi, che al 26' impegna Perin dopo aver saltato Kalulu.
Tuttavia, la pressione dei torinesi cresce e ci vuole un super Okoye per dire di no a Boga e Conceiçao in rapida successione. Il muro friulano crolla però al 38': Yildiz brucia Zarraga sulla sinistra e mette al centro un pallone che Boga deve solo spingere in rete. La reazione bianconera è immediata ma sfortunata: ancora Atta sfiora il palo alla destra di Perin prima dell'intervallo.
Secondo Tempo: L'illusione e il rimpianto
La ripresa si apre con il più grande rammarico del match. Al 52', Davis serve a Ekkelenkamp un pallone d'oro a due passi dalla porta: l'olandese, forse disturbato da una spinta non sanzionata da Mariani, spedisce incredibilmente fuori il gol del pareggio.
L'Udinese trema al 70' quando Conceiçao trova il raddoppio, ma dopo un lungo consulto al VAR, l'arbitro Mariani annulla per un fuorigioco attivo di Koopmeiners che disturbava la visuale di Okoye. È il segnale per l'assalto finale. Runjaic gioca il tutto per tutto inserendo Arizala, Miller e infine Idrissa Gueye per un finale a tre punte.
Nonostante la spinta del pubblico e una punizione dal limite di Zaniolo (molto nervoso e ammonito durante il match), l'Udinese non riesce a scardinare la difesa juventina. Il finale è incandescente: Kabasele viene ammonito per proteste in un recupero che sembra non finire mai, ma il fortino di Spalletti regge fino al triplice fischio.