Il monopolio rosso sulla Liberazione

Da simbolo di rinascita della libertà a feticcio imbalsamato da idolatrare: totem e tabù che manderebbero in crisi anche Sigmund Freud. La messa cantata del 25 aprile, a forza di essere intonata su una sola voce, quella partitica dell’oltranzismo manicheo e antistorico, ha rivelato che non basta una data in rosso per legge sul calendario: se non è festa per tutti, non è nazionale, e quindi qualcosa non ha funzionato nel culto della memoria e della narrazione della liberazione dal nazifascismo. Ma d’altronde il simbolo della ritrovata libertà nasce da una data convenzionale già mal prescelta. Il giorno è quello dell’ordine di insurrezione generale del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia, che è poi per l’indomani (“Aldo dice 26x1”). Il 25 aprile l’Italia non solo non è liberata, ma non è neppure finita la guerra: la segreta resa tedesca a Caserta (Operazione Sunrise)........

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