Tra i guru del campo largo è rissa sulle primarie

Popcorn. Potrebbero essere il simbolo delle primarie a sinistra. Basta assistere allo spettacolo, litigano se farle, su come farle, su chi vuole fregare chi. Pezzi di partito che si muovono contro il leader di riferimento e quando rischiano di essere scoperti esclamano che il problema è un altro. Il programma, la squadra, eccetera. Oppure la mozione Orlando che afferma che il candidato anti-Meloni potrebbe essere uno diverso da Conte o Schlein. E Bettini, a rischio perché sospettato di agire in combutta col capo pentastellato contro la sua segretaria di partito, se la dà a gambe: «Non parliamone più». Un mito.

Insomma, tra primarie caotiche, frecciatine e alleanze che si fanno e si disfano, il “campo largo” rischia davvero di diventare uno spettacolo più da guardare che da votare. Il campo sfatto. Il problema è che mentre loro litigano, Giorgia Meloni è nella parte di quella seria e ordinata mentre lorsignori si azzuffano. Ed è il fattore che conta di più in politica, perché se l’avversario è visibilmente nel caos, vince chi ha più carte da giocare in serenità.

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Poi, ci mancava Travaglio che ieri mattina sul Fatto ha steso il Pd: «I sondaggi danno Conte favorito sulla Schlein» perciò «contrordine compagni», «chi ha mai parlato di primarie?». Per la verità non solo ieri, perché è da tempo che il principale........

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