Il frutto dei cortei rossi: +62% di agenti feriti

Non è un mistero che un terreno cruciale su cui si giocheranno le prossime elezioni sarà quello della sicurezza. Importante almeno quanto l’economia, che dipende molto da fattori su cui le leve dei governi nazionali hanno poco potere. Ogni anno, a Ferragosto, il Viminale presenta il dossier sul bilancio dei primi sei mesi dell’attività di contrasto al crimine. Matteo Piantedosi ha buoni numeri da mettere in mostra. «I dati confermano un calo generalizzato dei reati», scrive il ministro, che rivendica anche «il più imponente piano di assunzioni delle Forze di polizia mai realizzato negli ultimi anni». Le cose migliorano anche sul fronte dell’immigrazione, dove crollano gli sbarchi e aumentano i rimpatri. Tra i pochi numeri in peggioramento ci sono quelli che segnano l’aumento degli agenti feriti nelle manifestazioni di piazza. Nel primo semestre di quest’anno i reati registrati sono stati in tutto 1.068.240: il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Diminuiscono in particolare gli omicidi volontari, scesi da 163 a 138 (-15,3%), i furti (-11,4%), le rapine (-12,3%), le violenze sessuali (-7,1%) e le truffe e frodi informatiche (-9,5%). Migliorano anche i dati delle violenze di genere: il totale degli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e dei «femminicidi» (reato........

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