Ora Trump punta a logorare il regime di Teheran

Donald Trump ha cambiato marcia. Non per ingranare la quinta ma per mettere la folle. Lasciate perdere i soliti post pacchiani tipo lui con la mitragliatrice. Niente più ultimatum, o emissari che volano a Islamabad, a Doha o a Muscat per dialogare. L’uomo che un mese fa sembrava pronto, anzi ansioso, di chiudere la partita iraniana ha improvvisamente scoperto il valore strategico del tempo. Trump si è convinto che questo sia ora un suo alleato. Di sicuro più degli europei.

Il prefigurato attacco all’isola di Kharg - cuore pulsante dell’export petrolifero iraniano - non c’è stato. Rimane sullo sfondo. I mezzi aerei e navali continuano a muoversi come se l’opzione cinetica fosse all’ordine del giorno. Ma Trump sembra essersi convinto che il modo più efficace per “prendere” il petrolio di Teheran sia quello di lasciarlo marcire nei depositi. Dalla chiusura selettiva dello Stretto di Hormuz (per molti ma non per tutti) si è passati a una chiusura totale. Le esportazioni iraniane sono crollate. Secondo gli........

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