Radar svedesi e sottomarini tedeschi: la Nato prova a difendersi da sola
Per capire che vertice sia quello di Ankara basta il primo contratto annunciato: la Nato manda in pensione i suoi 14 Awacs – i radar volanti costruiti in America che da oltre 40 anni dirigono la battaglia aerea – e li sostituisce con 10 aerei della svedese Saab, i GlobalEye, 400-450 milioni di dollari l’uno, consegne dal 2030 se ci si dà una mossa a firmare. Il segretario generale Mark Rutte li ha presentati dal palco del Forum dell’industria della difesa – maxischermi, musica tecno, amministratori delegati in platea – assieme ad altri contratti per decine di miliardi e un avvertimento (o un auspicio): «Il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito», perché Russia, Cina, Corea del Nord non ci concedono «il lusso del tempo».
L’elenco della spesa è lungo. Arrivano 5 droni Triton, 270 milioni l’uno, che da altissima quota sorvegliano il mare per giorni, e un programma di satelliti-spia. Londra guiderà una coalizione – con Germania, Francia, Paesi Bassi e Ucraina, secondo il Telegraph – per costruire un missile europeo con gittata fino a 3mila chilometri, capace di colpire basi e fabbriche di armamenti in profondità nel territorio nemico. Poi la........
