L’insostenibile leggerezza di scrivere (e vivere)
C'è chi rilancia quel titolo per descrivere qualcosa che non capisce. Espressione indefinibile in senso razionale che la dice lunga sulla capacità di esprimersi da parte degli esseri umani. È la lieve felicità di constatare l’esistenza in un attimo fuggente, per avvertirne subito dopo il peso che ti trascina nell’abisso. Persino oggetto di ironie verbali e battute sotto il profilo enigmatico, e di mille sfaccettature nel dipanarsi di personaggi e accadimenti nel corso della lettura. È uno dei più grandi romanzi del Novecento, L’insostenibile leggerezza dell’essere, che all’uscita fu evento di portata mondiale, autore Milan Kundera, nato nell’allora Cecoslovacchia marchiata dal comunismo, morto a Parigi tre anni fa. E oggi, piacevole sorpresa, c’è chi ci racconta, in un’intensa biografia, quasi un folle reportage, anche la sua pesantezza del vivere, ma sempre ironicamente allegra, riassunta nell’ineluttabile necessità di scrivere. Tutto questo nel libro di Florence Noiville, giornalista e scrittrice, responsabile della narrativa straniera per Le Monde des livres, titolo Scrivere, che strana idea! Vita di Milan Kundera (I Colibri di Neri Pozza, pag. 297, euro 25).
Noiville ha........
