Mari, Pasolini, Ross, Ultimo e i convitati di Pietro |
Non ho letto il romanzo che ha vinto il Premio Strega, I convitati di pietra (Einaudi) di Michele Mari. Ma m’incuriosisce una sua citazione: «il massimo dell’incoscienza e in un certo senso dell’innocenza si associava in loro al massimo del cinismo». Riguarda i “trenta protagonisti” del racconto, “compagni di scuola del liceo Berchet di Milano”, e, secondo una recensione, «è un ritratto geometrico degli italiani». Qualunque cosa voglia dire quel “geometrico”, il tema degli “italiani cinici” è un campo fin troppo arato.
C’è qualcosa di vero. Ma non è tutta la verità. E poi quel tipo antropologico va localizzato: area urbana? Milano centro? Ceto scolarizzato e borghese? Fascia anagrafica: mezza età? Del resto neanche lì sono tutti uguali. Lo stereotipo non è mai veritiero. Ci sono differenze. Fra l’altro il liceo Berchet fu la culla storica di un movimento di giovani importante in........