A sinistra preferiscono i bulli a Pinocchio
Anche se i libri per l’infanzia canonici non li legge più nessuno tutti si cimentano con essi prendendoli a modello o demolendo il piedistallo su cui la tradizione li ha posti. Tanti poi si fanno imitatori di Umberto Eco che, col suo Elogio di Franti, contesta la morale piccolo borghese del libro Cuore. E anche se lo scrittore Domenico Starnone ha detto qualche anno fa che era un peccato l’ostracismo contro il capolavoro di De Amicis da parte della sinistra, resta la diffidenza verso il tipo umano incarnato dal protagonista del romanzo, Erico Bottini, e una sorta di preferenza verso Franti, il ribelle, il sessantottino ante-litteram, il “bullo” che ride troppo perché non accetta l’Ordine. Ora, a duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini in arte Collodi, analoga operazione rischia di travolgere Pinocchio, un classico bollato dallo storico Alessandro Barbero come «inno del conformismo». Quattro anni fa lo scrittore Aurelio Picca aveva pubblicato un pamphlet contro il burattino, che da sempre gli aveva suscitato antipatia.
Non è........
