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Europa, un voto che interroga tutti

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12.07.2019

Caro direttore, il voto espresso il 26 maggio dagli elettori europei ridisegna la geografia politica del continente e pone interrogativi a cui tutti sono chiamati a rispondere.

Sollecita prima di tutto una riflessione non propagandistica alle forze politiche che hanno chiesto un voto contro l’attuale Unione Europea. Al netto del successo indubitabile della Lega, lo sfondamento non c’è stato. Il Front National in Francia ha ottenuto lo 0.9% in più di Macron, non andando molto al di là dei consensi delle presidenziali di tre anni fa. In Ungheria il partito di governo ha confermato alti consensi già ottenuti, che tuttavia nessuno pensava si sarebbero ridotti. In Polonia al 43% raccolto dal PIS, partito di governo, fa da contrappunto il 38% raccolto dal rassemblement europeista. E in Gran Bretagna il ragguardevole 32% raccolto da Farage è in ogni caso inferiore di venti punti al 51% raccolto al referendum dai Brexiters. In tutti gli altri paesi i consensi di forze antieuropee o euroscettiche oscillano tra il 15 e il 10% o anche meno, come il crollo di consensi del partito di Wilders in Olanda, di Vox in Spagna, di Alba dorata in Grecia. Uno scenario che si ritrova negli........

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