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I Liberali avanzano in Europa, ma in Italia restano prigionieri delle loro debolezze

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12.07.2019

Tra pochi mesi ricorre il 30mo anniversario della caduta del Muro di Berlino. In molti si ricordano ancora di Erich Honecker, il leader comunista tedesco orientale immortalato nella cultura pop mentre bacia appassionatamente sulla bocca, alla russa, Leonid Breznev, il segretario del Partito Comunista Sovietico morto nel 1982. Scommetto però che nessuno rammenta Manfred Gerlach, che per breve tempo fu il primo capo di Stato non comunista della Repubblica Democratica Tedesca.

Chi era questo teutonico Carneade? Prima di accedere alla carica presidenziale era stato per molti anni il segretario del Liberal-Demokratische Partei Deutschlands, il partito liberal-democratico fantoccio che il regime faceva sopravvivere insieme ad altri pupazzi a servizio della Sed, il partito comunista, per dare una parvenza di pluralismo a quella che era in realtà una soffocante dittatura. L’essere «liberale» non servì al povero Gerlach ad accreditarsi quando arrivò la democrazia e con la riunificazione si persero le sue tracce.

Ecco, fatte le debite proporzioni, quando nei giorni........

© La Stampa