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Da Connery a Turturro, il fascino perduto del Nome della rosa

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12.07.2019

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1327. Si comincia con una battaglia. Che non è certo quella del Gladiatore, si capisce, qualche piattonata e un po’ di sangue che schizza. Alla pugna partecipa Adso, Damian Hardung, futuro novizio allievo di Guglielmo da Baskerville-John Turturro e futuro vecchissimo narratore dei fatti, come nell’autentico «Nome della rosa» di Umberto Eco. Girano attraverso Lazio, Umbria, Abruzzo, vorrebbero forse ricordare «Il trono di spade», ma richiamano piuttosto l’Armata Brancaleone, solo che parlano peggio, una lingua da doppiaggio: serie girata in inglese. Incontrano una ragazza occitana che scappa, incontrano una calligrafica foresta in bianco e nero, vanno a combattere un’altra battaglia, quella tra i francescani e il Papa Giovanni XXII........

© La Stampa