Verso la Festa di Sant'Agata, l'arcivescovo Renna: «Ci guida a costruire la nuova comunità»
È un anno speciale questo per Catania, e sarà più evidente nel modo con cui celebreremo la festa del 17 agosto, quella che ricorda il “ritorno” delle reliquie di Sant’Agata a Catania da Costantinopoli, proprio novecento anni fa. Fu l’inizio di un’epoca nuova, dopo la “cesura” della dominazione araba: con l’arrivo dei normanni ritornò la figura del vescovo, fu ricostruita la Cattedrale, tornò quel “corpo” che era stato come un seme gettato nel solco della vita catanese e ne aveva fatto germogliare la fede per secoli. Nel medioevo c’era un rapporto particolare con le reliquie dei santi: basti pensare ai marinai di Bari che trafugarono il corpo di San Nicola da Myra nel 1087, e attorno al suo culto rifondarono l’identità della città; o ad Assisi, che seppellì il corpo di san Francesco in un luogo rimasto nascosto per secoli, onde evitare che le città vicine se ne appropriassero. Una comunità civile “prende corpo” attorno al corpo di un santo: non è un gioco di parole, ma la storia di antiche città come Catania, che non si può pensare senza........
