Gli spari allo Zen e la Chiesa che non si limita ad osservare: la mitezza che disturba, la speranza che inquieta

Ci sono fatti che, più di altri, interrogano la coscienza civile di un territorio. Gli spari contro la chiesa dello Zen, a Palermo, sono uno di questi. Non è solo un atto intimidatorio: è un colpo inferto al cuore di una comunità fragile, un gesto che vuole spegnere la luce di un luogo che, in mezzo alle difficoltà, continua a essere casa, riparo, incontro.

Nelle periferie, le chiese non sono semplicemente edifici: sono presenze. Sono volti, nomi, storie. Sono quella trama minuta di relazioni che tiene insieme ciò che altrimenti si sfalderebbe. Per questo gli spari fanno male: perché colpiscono un presidio di umanità.

L’arcivescovo Corrado Lorefice ha parlato con parole che non sono solo di condanna, ma di responsabilità: «È un gesto gravissimo, un attacco alla speranza. Ma noi non arretriamo: la Chiesa sarà sempre accanto agli ultimi, soprattutto dove qualcuno vorrebbe........

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