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Seduzione, portami lontano da qui

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20.09.2019

"Le parole non tradiscono mai" ripete spesso un caro amico grande filologo. Be', però a volte le tradiamo noi.

Io per esempio pensavo che seduzione venisse da secum ducere, portare con sé: il senso ci stava tutto.

Invece no, la mia era una etimologia spuria. Quando ho cercato su buoni dizionari questa parola che il SiFest di Savignano sul Rubicone ha scelto come bandiera della sua edizione 2019, con mia sorpresa ho imparato che quel se- è un prefisso privativo, che significa più o meno "via da" (io credevo che i latini avessero inventato solo ex, per dire quella cosa lì).

Dunque, seduzione non è "portarsi via" il sedotto, ma "portarlo via", allontanarlo, distoglierlo, sviarlo. E pure questo ci sta, anche se colora la parola di moralismo: sedurre insomma è far deragliare qualcuno dalla retta via.

In fondo, è la stessa differenza che c'è fra la pornografia, cioè l'immagine che ti "tiene dentro" alla cornice del desiderio che ti ha provocato; e l'erotismo, l'immagine che invece ti "porta fuori" verso immagini che stanno dentro di te.

Bene: con questa nuova distinzione in testa ho provato a guardare le mostre del SiFest (almeno quelle più aderenti al tema) cercando immagini che "conducono altrove".

Ho trovato curiosi, estremi contrasti. Per esempio Denis Curti, il curatore del festival, credo........

© La Repubblica