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Le qualità dei luoghi senza qualità. Guidi in Sardegna

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30.08.2019

Io, vi confesso, vado in crisi su quella tovaglia. Che è un'incerata di una volta, risale all'evo antico della plastica domestica, di quelle tovaglie un po' gommose montate su una tela grossa e rigida, stampate a fioroni e disegni geometrici.

Mi ipnotizza e non so perché, anzi lo so benissimo, mi ipnotizzano quei due strappi, forse danni maldestri di un cuciniere, coi bordi rialzati un po' arricciati come spontanei tagli di Fontana.

Mi ipnotizzano perché li conosco, erano tali e quali sulla tovaglia dei miei nonni, forse anche dei vostri, forse erano sulle tovaglie di tutti quelli che hanno vissuto negli anni Sessanta o Settanta.

Ma allora, Sardegna perché? Per quale motivo Guido Guidi pensa che questa fotografia parli della Sardegna?

Se anche questa tovaglia l'ha incontrata in una casa di Orosei, nel 2011, con quattro banane e un tagliere sopra, nient'altro, e l'ha inquadrata come una specie di Matisse, la Sardegna dov'è?

Potrebbe essere la mia Romagna, la vostra quelchevipare.

Però mi ha bloccato, qui a pagina 79 del secondo dei tre volumi di Guido Guidi in Sardegna, libro d'autore che si accompagna a una mostra d'autore, mi ha bloccato per molti minuti, più di quanti anche un appassionato dedichi........

© La Repubblica