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La sorte di Alinari e lo stato della cultura

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07.06.2019

Se c'è un archivio che rappresenta la cultura della fotografia in Italia, è sicuramente l'archivio Alinari. Non ho alcun dubbio su questo.

Ci sono archivi di singoli fotografi, collezioni importanti, ovviamente. Ma se c'è qualcosa di italiano nella fotografia italiana (non è un gioco di parole, è una domanda seria a cui ho tentato di dare una risposta in testo di un libro che non posso riassumere qui), bene, sicuramente Alinari ne fa parte. Di più: ne è una matrice, imponente, importante, imprescindibile.

Per dirla con Mario Cresci, intervistato da Maria Cristina Carratù su Repubblica Firenze, è un “pluriverso delle immagini” che illumina una cultura di cui la fotografia è solo una parte.

Quindi la notizia, curiosamente poco rilanciata, della chiusura degli archivi Alinari in qualche cantina di lusso da cui non sappiamo ancora se e quando usciranno, è una notizia che addolora chi ama la fotografia, ma dovrebbe preoccupare soprattutto chi ha in carico la manutenzione delle fondamenta della cultura e della storia di questo paese.

Sulla vicenda della vendita degli immobili (il 30 giugno la sede di piazza Alinari cambierà proprietario, diventerà probabilmente un palazzo di appartamenti), del trasloco delle collezioni (già inscatolate), delle possibili ma ancora fumose acquisizioni (la Regione Toscana ha espresso interesse), non ho molto da aggiungere al documento preoccupato della Società Italiana di Studi di Fotografia, di cui faccio parte, che condivido, e che riporto integramente qui sotto.

Aggiungo il mio personale sconcerto per questa situazione che era purtroppo temuta, e paventata da più parti, ma che nessuno ha preso in cura prima che arrivasse alla sua estrema conclusione. Nessuno, da parte delle istituzioni che portano nel titolo la Cultura, i Beni Culturali. Se non è questo un bene culturale...

Due anni fa prese corpo, per iniziativa del ministero che porta una di quelle paroline sulla targa davanti al portone, una delle più imponenti e benvenute iniziative di conoscenza e di intervento pubblico sulla cultura fotografica che siano mai state tentate in Italia. Centinaia, forse migliaia di persone coinvolte, decine di convegni, indagini, raccolte dati, progetti, un documento finale...

Uno sforzo ambiziosamente chiamato "Stati generali della fotografia italiana" - sappiamo........

© La Repubblica