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Fai arte, o non ti pago!

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28.06.2019

“Mi hanno fatto diventare un artista: se no, non mi pagano”. Io avrei voluto conoscerlo, Ettore Sottsass. Se la sua conversazione era come il suo stile di scrittura, passare una serata con lui doveva essere un godimento.

Sottsass è stato uno dei nostri (ma sì, era austriaco di nascita, anche se visse tanto in Italia: nostri, lo dico a nome dell’umanità) maggiori visual designer, anche se lui amava definirsi architetto e basta. Era anche un buon fotografo, e il suo ultimo lavoro prima di lasciarci fu proprio un progetto fotografico che si chiamava There Is a Planet.

Adelphi sta ripubblicando via via tutti i suoi scritti, editi e inediti, e io vorrei non finissero mai di trovarne perché si fanno bere più che leggere, me sembra di sentire il tono della sua voce, ironico, arguto, pacato, un po’ annoiato, intelligente.

Quella frase è del 1975. Si riferisce a quelli che lo chiamavano così perché portava i capelli lunghi e se li poteva permettere senza essere chiamato capellone (gli anni erano quelli) perché, appunto, lo ritenevano “un artista”.

Che lui non voleva........

© La Repubblica