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Embedded umanitari, fotografi non governativi

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14.06.2019

Apre domani, sabato 15 giugno, al Centro Italiano della Fotografia d'Autore di Bibbiena, curata per la Fiaf da Claudio Pastrone in collaborazione con Giovanna Calvenzi e Giuseppe Frangi, la mostra Il mondo nell’obiettivo: i fotografi delle Ong. Un focus sulla collabvorazione, importante ma non priva di problemi, fra i fotografi e le organizzazioni umanitarie. Saranno esposti lavori realizzati da molti fotografi italiani per una dozzina di Ong, tra cui Save the Children, Ciai, Action Aid, Amref, Emergency, e molte altre. Pubblico qui il mio testo nel numero della rivista Riflessioni che accompagna la mostra.

Forse il primo fu Andrea Della Robbia. Quei suoi medaglioni di ceramica coi bambini bianchi sul fondo celeste glieli commissionò lo Spedale degli Innocenti di Firenze, nel 1487, per commuovere il passante e sollecitare donazioni a favore degli orfanelli. Comunque sia, una di quelle immagini di fund raising tardomedievale diventò poi il logo di Save the Children, e dunque il cerchio si chiuse.

Questo per dire che c'è una certa affinità di lunga data, fra la fotografia e la filantropia, che già è in essere quando tutti dicono che quella storia sia iniziata, ovvero negli anni Ottanta del Novecento, quando esplosero le grandi carestie africane, Etiopia e Sudan, e venne alla luce il lavoro prezioso di quelle organizzazioni umanitarie che poi abbiamo imparato a chiamare Ong, e quel lavoro, per poter funzionare, espandersi, chiese e produsse un immaginario efficiente e commovente, che tutti abbiamo bene inscritto nella memoria.

In realtà era stato Don McCullin, grande dolente reporter del mondo piagato, che ancora prima, in Biafra, aveva intravisto la complementarità emozionale fra il fotografo e il buon samaritano. Quel suo bambino albino scheletrico con la scatoletta di carne in mano fu fotografato nell'accampamento di una missione, con il consenso e la collaborazione dei missionari, ben consapevoli di quanto avrebbe colpito allo stomaco il lettore sazio d'Occidente.

Quella collaborazione oggi appare naturale, scontata. Risaputa. Ricercata.........

© La Repubblica