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Basilico vs. Piranesi, sfida senza vincitori

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21.06.2019

"È stata una bella sfida", dissi a Gabriele Basilico quando lo incontrai poco dopo aver visto i suoi fotoconfronti con Piranesi, "ma non potevi vincerla, perché lui barava".

Sorrise, enigmatico. Non so se fosse del tutto d'accordo. Ma negò che fosse una sfida. E mi disse una cosa che avrebbe poi detto ad Amos Gitai in una straordinaria preziosissima intervista filmata. Ovvero, che Piranesi "enfatizzava lo spazio". Mentre lui, Basilico, voleva solo misurarlo.

Era ora che quel dialogo a cavallo dei secoli tornasse disponibile al pubblico. Imperdibile la mostra a Torino, e splendido il volume che finalmente ripropone, anzi per dimensioni e completezza propone per la prima volta, quel lavoro che la Fondazione Cini di Venezia gli commissionò nel 2010.

Ovverosia "riprodurre fotograficamente, dal vivo, replicandone prospettive e punti di osservazione, le vedute piranesiane della Roma antica e moderna".

Una specie di rephotographing project come quelli che andarono di moda una trentina di anni fa, solo che questa volta il primo fotografo non era un fotografo ma il più grande incisore del Settecento.

Basilico, in verità, finì per fare un'altra cosa. E non solo perché, come verificò in fretta, i punti di vista di Piranesi sono diventati inaccessibili nella Roma di oggi. Ma perché, e anche questo gli fu chiaro "sul campo", quei punti di vista spesso non........

© La Repubblica