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Una voce inascoltata

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01.10.2019

di Aldo Rizzo

I miei primi incontri con Cesare Terranova risalgono ai tempi in cui ero uditore giudiziario al Tribunale di Palermo. Allorché fui assegnato all'ufficio di istruzione per compiere il tirocinio, chiesi di lavorare con Cesare Teranova, che già conoscevo per fama.
Mi aspettavo un magistrato duro, severo, poco incli­ne al dialogo ed invece venne fuori, sin dai nostri primi incontri, l'immagine di un uomo aperto, dotato di gran­de umanità, pronto alla discussione. Trovai in Cesare Terranova un uomo giusto, leale, comprensivo con i deboli, inflessibile con i potenti e un sincero amico, di­sposto a dedicare parte del suo tempo prezioso per tra­smettere a me uditore l'alto concetto che egli aveva del­ la funzione del giudice.
I nostri contatti si diradarono allorché egli lasciò l'uf­ficio di istruzione di Palermo per ricoprire l'incarico di Procuratore della Repubblica a Marsala.
Ripresi a frequentare Cesare Terranova quando egli fu eletto al Parlamento e svolse un ruolo di primaria importanza........

© La Repubblica