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Lillo Mannino al bar: "Ci fottono tutti"

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20.08.2019

Infine, deve darsi conto delle risultanze probatorie acquisite in ordine ad un più recente incontro (nel dicembre 2011) tra Calogero Mannino e Giuseppe Gargani e del contenuto del relativo colloquio riferito dalla teste Sandra Amurri, che, ancora secondo la Pubblica Accusa, costituirebbe un riscontro alla falsità delle giustificazioni fornite da molti testi allorché sono stati esaminati sulle ragioni dell'avvicendamento del Ministro dell'Interno Scotti (v. ancora trascrizione della requisitoria del P.M. all'udienza dell'11 gennaio 2018). […] Sandra Amurri, giornalista de "II Fatto Quotidiano", esaminata all'udienza del 9 gennaio 2014, […] ha, innanzi tutto, dettagliatamente raccontato quanto accaduto il giorno 21 dicembre 2011 allorché ebbe ad ascoltare occasionai mente una conversazione svoltasi nei pressi del bar Giolitti di Roma tra 1'On. Mannino ed un altro personaggio successivamente riconosciuto nell'On. Gargani ("Allora, il 21 dicembre io avevo ... Era uscito un po' fuori questo scandalo della compra volta dei Senatori, no? Se ricordate erano un po' quegli gli anni, e quindi io avevo appuntamento con l'Onorevole Aldo Di Biagio per, insomma, così, per farmi un po' raccontare se era stato contattato, da chi, come, cosa gli avevano offerto. Ed era una giornata molto fredda a Roma, freddissima direi. Sono arrivata ... Avevamo appuntamento al Bar Giolitti, […]. Quando stavo bevendo questo cappuccino, ho alzato lo sguardo e ho visto arrivare da Piazza del Parlamento, diciamo, verso il Pantheon, direzione quella lì, l'Onorevole Mannino e un altro signore che io non ho riconosciuto. Ovviamente l'Onorevole Mannino, insomma, è un personaggio di grande... Come dire, chi non può conoscerlo? Né tanto meno io insomma, occupandomi di queste cose. I due sono entrati dentro al bar, sono entrati dentro al bar e sono usciti immediatamente perché, ripeto, il bar era molto affollato e si sono messi in piedi fisicamente. Allora, io ero seduta così, con le spalle metà al bar, diciamo, al muro del bar, e con lo sguardo rivolto verso Piazza del Parlamento. E l'Onorevole Mannino mi dava le spalle, ma a questa distanza, cioè, immagini qui, e di fronte ... pochi centimetri proprio, e non mi hanno vista, cioè diciamo... O meglio, probabilmente hanno visto questa persona così, insomma, tutta incappucciata, con la sciarpa, il cappello, e hanno iniziato a parlare e inizialmente, non conoscendo l'altra persona, non aveva attirato la mia attenzione la loro conversazione. La mia attenzione invece è stata, come dire, attratta dal fatto, quando ho iniziato ad ascoltare le prime cose che si dicevano. O meglio, che l'Onorevole Mannino diceva all'altro signore, fino a quel momento per me un estraneo. E l'Onorevole Mannino, con tono molto concitato e preoccupato, diceva: no, tu glielo devi dire, tu adesso che vai giù glielo devi dire a De Mita, glielo devi dire, hai capito? Lui è stato chiamato, è stato chiamato e lui deve dire, deve confermare la nostra versione, perché questa volta ci fottono. E io non riuscivo a capire, cioè, De Mita, cioè proprio non riuscivo, come dire, a collocare. E Gargani diceva: sì, sì, non ti preoccupare. Con la testa bassa diceva: sì, sì, sì, sì, non ti preoccupare.
Gargani, ovviamente, che ho scoperto dopo. ... E l'Onorevole Mannino continuava a ripetere, proprio come un ritornello, perché questa volta hanno capito tutto a Palermo e questa volta ci fottono. lo, come ho ascoltato Palermo, bè, lì ho iniziato e ho pensato: Oddio, ma adesso potrei registrarlo. Ma no, se mi muovo, lì ho pensato, poi si accorgono di me e quindi non debbo muovermi, e sono rimasta lì ferma e scrivevo, così, alcuni appunti, perché avevo timore ... E
ad un certo punto l'Onorevole Mannino dice: perché - scusate il termine, ma lo debbo riferire testualmente - quel cretino di Ciancimino figlio di cazzate ne ha dette tante, ma su di noi ha detto la verità. Perché tu lo sai, no? Il padre, il padre di noi, insomma, sapeva tutto. A quel punto, cioè, io continuavo a non capire chi fosse l'altro e poi perché Mannino fosse così interessato. Non
sapendo io che fosse indagato, no? Per, appunto, per il processo sulla Trattativa e non conoscendo l'altro, dico: ma perché tutto questo interesse, De Mita, da dove esce fuori? E come dire, mi si accavallavano tutti questi pensieri e cercavo di ascoltare con attenzione e il mio timore era quello di non riuscire a fotografare l'altra persona per riuscire a mettere insieme. . .. E a quel punto
Mannino dice: comunque tu ... Sì, lo so che hai capito, ma io te lo ripeto, tu devi dire a De Mita che deve assolutamente dire le stesse cose nostre, assolutamente, assolutamente. E lui continuava a fare: sì, sì, ho capito. A quel punto, a quel che solo allora dice qualcosa all'orecchio alla persona, all'onorevole Gargani, e l'altro fa una espressione, insomma, meravigliata, sorpresa, non so come dire, e i due si fanno gli auguri di buon Natale e si salutano. [...]").
La teste, poi, ha aggiunto che........

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