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Le indagini dei Pm e l'archiviazione

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08.12.2019

Il 3 maggio 2018 i pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia, Angelo Cavallo, Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco firmano, con il visto del Procuratore Capo, Maurizio De Lucia, la richiesta di archiviazione dell’indagine.
Rileggiamo le considerazioni che in quell’occasione i PM esprimono:
“Prima facie, si ipotizzava un vero e proprio agguato, meticolosamente pianificato, organizzato ed attuato con tecniche di tipo ‘militare’. Appariva indubbio come gli attentatori avessero agito non al fine di compiere un semplice atto intimidatorio e/o dimostrativo, ma al deliberato scopo di uccidere.
Costoro, infatti, avevano dapprima ostruito la carreggiata con dei massi, al fine di costringere l’autovettura a rallentare l’andatura; subito dopo, avevano sparato all’indirizzo del mezzo blindato, attingendolo nella sua parte inferiore, nell’immediata vicinanza della gomma posteriore sinistra, e ciò al probabile fine di bloccare la corsa del mezzo.
Al contempo, la presenza delle due bottiglie molotov induceva a ritenere come gli attentatori, una volta bloccata l’autovettura blindata, volessero incendiare quel mezzo e così costringere i suoi occupanti a scendere da esso, in modo che questi ultimi non potessero più beneficiare della protezione del veicolo blindato. I malviventi, evidentemente, erano ben consapevoli del fatto che le armi da fuoco di cui disponevano, fucili caricati a pallettoni, avrebbero potuto........

© La Repubblica