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La ricerca del movente

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08.01.2020

Fin dai primissimi giorni il P.M. e gli Uffici di P.G., così come successivamente anche il Giudice Istruttore, hanno compiuto ogni tentativo per accertare nel modo più ampio e completo quali fossero le principali questioni di cui si fosse occupato il Presidente MATTARELLA, pur nella consapevolezza che la decisione di compiere un delitto così grave difficilmente può trovare origine in un singolo atto amministrativo o politico, ma piuttosto in una valutazione (di natura criminale) più articolata e complessa.
A tal fine, sono stati assunti in esame i familiari ed i collaboratori del Presidente MATTARELLA, gli assessori e i principali funzionari regionali in carica nel gennaio 1980 e numerosi altri esponenti politici siciliani appartenenti sia alla Democrazia Cristiana sia ad altri partiti.
Appare, quindi, opportuno esporre qui queste risultanze con riferimento ad alcune delle principali questioni affrontate dal Presidente MATTARELLA e - subito dopo - riassumere sinteticamente il quadro della situazione politica in cui si inserì l'azione dell'ucciso.
Infatti, solo in relazione a questa si possono meglio comprendere la reale portata ed il valore, anche solo emblematico, di certe decisioni ed atti che, singolarmente valutati, potrebbero sembrare quasi irrilevanti.

IL C.D. "VERDE TERRASI"
In data 12 gennaio 1980, l'avv. Antonino MATTARELLA, dopo aver premesso di aver avuto sempre contatti piuttosto rari con il fratello Piersanti, perché il suo lavoro di professionista e di docente universitario si svolgeva fuori dalla Sicilia, riferiva di avere avuto occasione una sola volta, in tempi recenti, di interessare il congiunto, richiedendone un qualche intervento presso uffici della Pubblica Amministrazione.
Riferiva, in particolare, che un importante operatore immobiliare romano, il rag. Angelo PIPERNO, da lui conosciuto per motivi professionali, gli aveva detto che - nonostante ripetute sentenze a lui favorevoli rese dai giudici amministrativi - non riusciva ad ottenere che il. Comune di Palermo rilasciasse le concessioni edilizie relative ad un'area sita all'incrocio tra via Lazio e via Campania, che egli aveva acquistato dagli eredi TERRASI.
Il PIPERNO gli aveva riferito anche di avere inutilmente interessato a tal fine il dr. Carmelo MANTIONE (Assessore Comunale) e il dr. Michele REINA (segretario provinciale della D.C.) e che nei suoi rapporti con il TERRASI e con il Comune si erano verificati episodi poco chiari, a volte di tenore minaccioso, a volte nel senso che sembrava gli venisse richiesto il pagamento di "tangenti", nonostante che il........

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