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La regia di Marcello Dell'Utri

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22.09.2019

Escluso che l'imputato Marcello Dell'Utri abbia avuto un ruolo nelle vicende del 1992 e, quindi, nella minaccia che fu formulata dall'associazione mafiosa "cosa nostra", [...], occorre ora esaminare se, come pure contestato al capo a) della rubrica riportato in epigrafe, il medesimo, nel prosieguo, abbia, comunque, posto in essere condotte idonee a provocare o rafforzare nei responsabili mafiosi l'intento di rinnovare ancora la minaccia questa volta nei confronti del Governo Berlusconi.
E' necessario, però, muovere da alcune premesse fattuali che, nell'ottica dell'accusa, costituiscono l'antecedente di tale minaccia e che pure sono state oggetto di attività istruttoria dibattimentale.
La prima di tali premesse è costituita dall'iniziale progetto di "cosa nostra" di dare luogo ad una iniziativa politica di carattere autonomista creando un proprio movimento politico denominato "Sicilia Libera".
[…] Il teste Serafini, come si è visto sopra, ha ampiamente riferito, con l'informativa della D.LA. del 31 gennaio 1998, acquisita all'udienza del 13 novembre 2015 e con la testimonianza resa nel dibattimento all'udienza del 22 ottobre 2015, sui progetti politici di carattere autonomista che sin dall'inizio degli anni novanta iniziarono a svilupparsi suscitando anche tal uni interessi delle associazioni mafiose operanti nell'Italia meridionale che intravidero i vantaggi che sarebbero potuti derivare per esse quanto meno da un'ulteriore accentuazione delle autonomie locali se non da un'effettiva separazione di carattere federativo.
Le indagini effettuate dalla DIA hanno fatto emergere collegamenti dei nuovi movimenti autonomisti di quegli anni sia con ambienti della destra anche eversiva, sia con ambienti della massoneria deviata, sia, infine, con ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso.
Emblematica di un simile connubio è, ad esempio, quella iniziativa congressuale della Lega Meridionale Centro Sud Isole (movimento pressoché parallelo agli altri che nel nord e nel centro d'Italia si costituirono contestualmente per opera di Stefano Menicacci, già legale di Stefano Delle Chiaie) che fu diretta a proporre, tra le altre, le candidature politiche, da un lato, di Licio Gelli e, dall'altro, di Vito Ciancimino che pure ebbe a partecipare personalmente a quel congresso.
Il teste Serafini ha anche riferito di un comizio tenuto personalmente da Stefano Delle Chiaie sul finire del 1991 in Sicilia e sulla proposta avanzata dallo stesso, tra l'altro, dell'abolizione delle "leggi eccezionali", che indubbiamente avrebbe potuto suscitare l'interesse dell'associazione mafiosa "cosa nostra" in quanto riferita anche alla legislazione antimafia di carattere speciale.
Ebbene, ancora secondo quanto riferito dal teste Serafini, tra i referenti siciliani di quella Lega si segnalano Antonino Strano (di cui emergevano già contatti sia con ambienti di Ordine Nuovo, sia con il noto Pietro Rampulla, successivamente compartecipe della strage di Capaci) e Giuseppe Lipera, i quali, il successivo 28 ottobre 1993, avrebbero costituito il movimento federalista Sicilia Libera di Catania in parallelo all'analoga iniziativa palermitana della fondazione, in data 8 ottobre 1993, di Sicilia Libera di Palermo ad opera, tra gli altri, di Vincenzo Edoardo La Bua (che nel prosieguo costituirà, però, un circolo della nuova formazione politica di Silvio Berlusconi denominata Forza Italia) e di Tullio Cannella.
Ancora, quanto alla testimonianza di Serafini, va rimarcato che Sicilia Libera Palermo e Sicilia Libera Catania furono in contatto tra di loro per il tramite del Principe Domenico Orsini (frequentatore della Villa Vanda di Licio Gelli), oltre che dello stesso Tullio Cannella, cui è opportuno fare, innanzitutto, riferimento per i rapporti tra il movimento Sicilia Libera e "cosa nostra".
Ed invero, in proposito, Tullio Cannella, sicuro protagonista della vicenda per essere stato, come si è visto, tra i fondatori di Sicilia Libera di Palermo cui seguì la costituzione anche di Sicilia Libera di Catania, ha riferito, per conoscenza diretta, che l'idea di fondare quel nuovo partito autonomista nacque conversando con Bagarella nell'estate del 1993 ("Sì, nel periodo dell'estate 93, ne cominciammo a parlare nell'agosto del 93 e piano piano, piano piano lo abbiamo portato avanti, e poi insomma ha avuto il suo..."), in quanto quest'ultimo, sostanzialmente, intendeva così bypassare l'intermediazione di uomini politici, inserendo, piuttosto, nel nuovo movimento politico soggetti che
fossero diretta espressione di "cosa nostra" [...].
L'iniziativa della fondazione di Sicilia Libera, pertanto, deve farsi risalire direttamente a Bagarella, il quale incaricò a tal fine Tullio Cannella e si attivò per reperire alcuni collaboratori per i diversi territori siciliani [...], che avrebbero dovuto individuare anche personaggi di spicco che potessero fare da catalizzatori di consensi elettorali […].
La riferibilità dell'iniziativa a "cosa nostra" nel suo insieme fu confermata a Cannella dal fatto che Bagarella, dopo quelle iniziali conversazioni, gli disse che si sarebbe prima consultato anche con Bernardo Provenzano [...] e che successivamente, quindi, gli diede l'autorizzazione a procedere in quel progetto [...].
[…] Lo stesso Cannella ha ancora riferito anche di un incontro che verso la fine del 1993 si tenne tra i rappresentanti dei vari movimenti separatisti a Lametia Terme ("Questo incontro, se non vado errato, avviene sempre nel 93, verso la fine mi pare, comunque avviene a Lamezia Terme dove vi erano presenti tutti gli esponenti di Sicilia Libera, di Catania, Sicilia Libera di Palermo, Calabria
Libera, Basilicata Libera e così via di seguito e vi erano anche rappresentanti della Lega Nord. Questo è un fatto che ho vissuto, insomma importante. Mi ricordo anche il nome di questi della Lega Nord, mi pare che c'era un tale Tempesta, se non vado errato, un certo Marchioni, Marchionne, comunque uno o l'altro ... Erano tutti e due vicini alla Lega Nord, uno comunque faceva parte
mi pare della compagine di segreteria, non so che ruolo avesse. Poi vi erano un paio di Deputati Regionali delle Calabrie, uno della Calabria e uno della Basilicata, quindi vi erano tutti questi esponenti, dove si ... ") ed al quale parteciparono, quindi, anche alcuni rappresentanti di Catania, tra i quali quel Nino Strano di cui si è già detto sopra ed anche tale Nando Platania [...], soggetto risultato essere in contatto con Marcello Dell'Utri secondo quanto emerso dall'esame di una delle
agende personali sequestrate a quest'ultimo ed in particolare da un'annotazione riportata proprio in un giorno, il 21 dicembre, della fine dell'anno 1993 di cui si è detto […].
Ancora, Cannella, quanto ai collegamenti di Sicilia Libera con "cosa nostra", ha aggiunto che Bagarella aveva informato di quell'iniziativa politica anche i fratelli Graviano, i quali si erano messi a disposizione (v. dich. Cannella: "[...]e allora i fratelli Graviano ci fecero mettere a disposizione, però abbiamo pagato, con uno sconto ma abbiamo pagato, la sala convegni dell'Hotel, come si chiama? Palace ... Che è San Paolo mi pare, in Via Messina Marine, Palace, San Paolo,[...]... E quindi i fratelli Graviano sì, ne furono messi a conoscenza e organizzammo infatti il primo incontro del movimento all'Hotel San Paolo Palace, ecco, quello di Via Messina Marine .... ... ... Avviene sempre in quel periodo, sempre nel 93, alla fine del 93 ...... ... Penso di sì, oppure fu all'inizio del gennaio 94, adesso non mi ricordo bene, prima delle elezioni politiche, boh, insomma non mi ricordo bene, giù di lì, comunque avvenne"), ancorché essi, per quel che Filippo Graviano ebbe a dire personalmente al Cannella, fossero scettici sulla detta iniziativa e preferissero portare avanti
alcuni importanti contatti politici che già avevano intrapreso [...].
Di tali contatti si dirà nel paragrafo successivo, ma quel che può rilevarsi è che le iniziative parallele di così importanti esponenti di rilievo dell'organizzazione mafiosa che infine prevalsero anche sull'idea del partito in proprio di Bagarella, svuotarono, di fatto, alla fine dello stesso 1993 il progetto di Sicilia Libera, che, infatti, fu pressoché abbandonato già in occasione delle elezioni comunali di Palermo del novembre di quell'anno, tanto che Bagarella stesso si disinteressò della formazione della lista [...].
[…] Ma, come detto, non sembra necessario approfondire ulteriormente il progetto di
"cosa nostra" di creare un proprio movimento politico, perché tanto Cannella, quanto Brusca e Giuffrè hanno concordemente riferito che ad un certo momento in "cosa nostra" maturò l'idea che potesse essere più proficuo appoggiare un nuovo movimento politico, la cui nascita, in quel medesimo periodo, iniziava a preannunciarsi in vista delle elezioni politiche che si sarebbero svolte nella successiva primavera del 1994.
Di ciò si parlerà più diffusamente nel paragrafo che segue, ma è opportuno qui evidenziare, per il rilievo che potrà assumere in relazione alla figura di Marcello Dell'Dtri che qui importa delineare, che in "cosa nostra" si ebbe notizia dell'imminente nascita di quel nuovo movimento politico ancor prima della sua ufficializzazione e che ciò comportò, sostanzialmente, il progressivo abbandono
del progetto di Sicilia Libera.
In proposito, invero, Tullio Cannella ha riferito che egli aveva appreso della imminente nascita del nuovo partito di Berlusconi in ambienti di "cosa nostra" prima della presentazione ufficiale (" .. io che c'era in programma la discesa in piazza di questo movimento politico di Berlusconi, io lo apprendo un pochettino prima nell'ambiente di Cosa Nostra ... ") e che certamente da ben prima, forse addirittura dai primi mesi del 1993, ne era informato anche Bagarella [...].
La conoscenza anticipata da parte di "cosa nostra" della nuova iniziativa politica di Silvio Berlusconi si trae anche dalle dichiarazioni di Antonino Giuffré […].
Tale dato temporale è stato fortemente contestato dalle difese degli imputati e, specificamente, soprattutto dalla difesa di Marcello Dell'Utri, ma, anche a volere tralasciare le risultanze che portano a retrodatare le prime "avvisaglie" della "discesa in campo" di Silvio Berlusconi addirittura al 1992 [...], basta ricordare che il teste Ezio........

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