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La misteriosissima Falange Armata

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18.09.2019

Una corposa parte dell'istruttoria dibattimentale è stata dedicata anche al fenomeno della "Falange Armata" in relazione a due diversi, più o meno esplicitati, profili.In particolare, sotto un primo profilo, la Pubblica Accusa ha fatto riferimento all'utilizzo delle rivendicazioni degli attentati ad opera della Falange Armata come forma di rafforzamento della minaccia utilizzata da "cosa nostra" nei confronti dello Stato.
Sotto un secondo profilo, invece, la Pubblica Accusa si è riferita alla Falange Armata con riguardo al concorso nel reato di minaccia da parte di terzi ignoti riconducibili all'area dei c.d. "servizi segreti deviati".
E' necessario, pertanto, dare conto di alcune risultanze dell'istruttoria dibattimentale compiuta ancorché della Falange Armata non vi sia alcuna traccia nel capo di imputazione di cui alla lettera a) della rubrica e la stessa istruttoria non abbia consentito di acquisire elementi di particolare utilità ai fini della ricostruzione delle responsabilità penali qui in esame.

[...]

Quanto alle acquisizioni documentali, vi sono agli atti, innanzitutto, due sentenze pronunziate nei confronti di colui che, all'esito delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Roma[...], venne individuato quale autore di telefonate di rivendicazione a nome della c.d. "Falange Armata"
Si tratta, in particolare, delle due sentenze di merito divenute irrevocabili.
La prima di esse è la sentenza del Tribunale di Roma Sez. 7 del 17 marzo 1999 nei confronti di Scalone Carmelo per il reato di cui ali 'art. 416 c.p. (commesso fino al 21 ottobre 1993 per essersi associato al sodalizio denominato "Falange Armata"), nonché per i reati di cui agli art. 336 c.p. e 289 c.p., con la quale il predetto imputato venne condannato alla pena di anni 3 di reclusione.
Nella detta sentenza, tra l'altro, si legge che il 12 ottobre 1993 era stata individuata un'utenza chiamante utilizzata per alcune rivendicazioni a nome della Falange Armata risultata corrispondente ad una abitazione in Taormina nella disponibilità di Scalone Carmelo, arrestato, quindi, il25 ottobre 1993.
La prima delle dette rivendicazioni veniva fatta risalire, però, a oltre tre anni prima. L'11 aprile 1990, infatti, era stato ucciso a Milano l'educatore carcerano Umberto Mormile e alle ore 15,40 era pervenuta all'ANSA di Bologna una telefonata di rivendicazione senza indicare alcuna sigla ("Non importa chi sono, ci conoscerete in seguito").

Nei giorni successivi, quindi, erano seguite altre telefonate di minaccia sempre senza sigla.
Il 22 maggio 1990 erano, poi, pervenute alle Carceri di San Vittore e Opera alcune telefonate nelle quali, per la prima volta, si faceva riferimento alla sigla "F.A.C. - Falangi Armate Carcerarie".
Indi, dai primi giorni del 1991, iniziava a comparire la sigla "Falange Armata" (anziché quella di "Falangi Armate Carcerarie" prima utilizzata) con la rivendicazione dell'omicidio di tre carabinieri avvenuto a Bologna.

Si erano susseguite telefonate di minacce, tra le quali quelle nei confronti di Amato per la politica riformista all'interno delle carceri e per l'applicazione di benefici a detenuti appartenenti ad aree ideologiche diverse (telefonata del 7 aprile 1991).

Innumerevoli sono, poi, le telefonate di minaccia o rivendicazione che vennero fatte a nome della "Falange Armata" ed è opportuno ricordarne alcune citate nella sentenza In esame perché più attinenti al temi oggetto del presente processo.

Il 20/6/1991 telefonata che preannunzia l'uccisione dell'Ambasciatore Fulci da poco nominato segretario del Cesis.

Il 26/9/91 telefonata di minaccia nei confronti del Ministro della Giustizia.

Il 26/6/92 telefonata di minaccia nei confronti del Ministro dell'Interno Scotti (si ricorda l'attentato al Ministro spagnolo Carrero Bianco).

Il 13/7/92 telefonata di minaccia nei confronti di Leoluca Orlando e Giuseppe Ayala.

Il 4/9/92 telefonata di minaccia nei confronti di Antonino Caponnetto.

Il 9/9/92 telefonata di minaccia nei confronti del Ministro dell'Interno Mancino,

di Achille Serra (direttore SCO) e Antonio Manganelli (vice di Serra).

Il 19/11/92 telefonata di minaccia nei confronti di Andreotti, Mancino e il capo della Polizia Parisi.

Il 14/1/93 telefonata di minaccia nei confronti del Seno Spadolini.

L'1/4/93 telefonata di minaccia con la quale si indicano come obbiettivi della Falange Armata il Presidente della Repubblica Scalfaro e gli Ono Mancino e Spadolini.

Il 10/4/93 telefonata di minaccia nei confronti di Martelli.

Il 21/4/93 telefonata di minaccia nei confronti di Martelli, Parisi, Spadolini e Mancino.

Il 14/6/93 telefonata con la quale "la Falange Armata manifesta la sua soddisfazione per la nomina alla Direzione Generale Istituti pena di Alberto Capriotti in luogo di Nicolò Amato, considerando la sostituzione di quest'ultimo come una vittoria della Falange stessa" (v. pago 16 della sentenza citata).

Il 16/6/93 telefonata di minaccia nei confronti di Parisi e Mancino.

Il 16/9/93 telefonata di minaccia nei confronti di Capriotti e Di Maggio.

Il 18/9/93 telefonata con la quale si smentisce l'ipotesi del coinvolgimento nella Falange Annata di ufficiali del SISMI o altro personale di questo servizio.

Il 19/9/93 telefonata di minaccia nei confronti del Presidente della Repubblica Scalfaro.

Il 21/9/93 telefonata di minaccia nei confronti del Presidente della Repubblica Scalfaro.

Il 7/10/93 telefonata di minaccia nei confronti di Capriotti e Di Maggio.

Tuttavia, nel giudizio di secondo grado, la predetta sentenza fu riformata e Cannelo Scalone fu assolto per non avere commesso il fatto.

Da tale sentenza della Corte di Appello di Roma del 20 novembre 200 l risulta, infatti, che a seguito dell'acquisizione di una perizia fonica effettuata nell'ambito di un procedimento svolto si a Firenze su telefonate giunte all'ANSA di Firenze, la cui paternità era stata attribuita a Scalone e che aveva, invece, concluso che la voce del parlatore (anche........

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