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Il maxi processo e l'omicidio di Salvo Lima

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09.08.2019

Come appena detto, il 12 marzo 1992 venne ucciso, a Palermo, l'On. Salvo Lima.
Su tale omicidio, oggetto, peraltro, nell'originario unico procedimento, anche di una specifica imputazione a carico di Bernardo Provenzano poi, però, stralciata per le condizioni di salute di quest'ultimo imputato che non gli consentivano, all'epoca, la cosciente partecipazione al processo e che successivamente lo hanno condotto alla morte, è stata ugualmente svolta un 'ampia istruttoria
dibattimentale per la rilevanza che, secondo l'accusa, l'episodio ha avuto nell'evoluzione delle successive vicende che hanno dato luogo alla c.d. "trattativa Stato-mafia".
In particolare, sono state acquisite le dichiarazioni di numerosi collaboranti (tra i quali anche alcuni degli esecutori materiali dell'omicidio) ed sono state, altresì, acquisite le sentenze, divenute definitive, con le quali sono stati condannati alcuni esponenti dell'associazione mafiosa "cosa nostra" (tra i quali Salvatore Riina) quali responsabili dell'omicidio in questione (sentenza della Corte di Assise di Palermo nei confronti di Riina Salvatore 31 pronunziata in data 15 luglio 1998; sentenza della Corte di Assise di Appello di Palermo in data 29 marzo 2000; sentenza della Corte di Cassazione in data 27 aprile 200 I; e, successivamente a quest'ultima, sentenze della Corte di Assise di Appello di Palermo del 10 maggio 2002 nei confronti di Madonia Francesco ed altri e del 5maggio 2004 nei confronti di Aglieri Pietro ed altri). Per la ricostruzione del fatto, dunque, può certamente rinviarsi alle predette sentenze definitive, evidenziando soltanto che il primo parziale esito avutosi con la sentenza della Corte di Cassazione del 27 aprile 2001 prima ricordato è stato
certamente influenzato dall'assenza di conoscenza di elementi di fatto soltanto successivamente acquisiti grazie ad ulteriori sopravvenute importanti collaborazioni con la Giustizia da parte di altri esponenti mafiosi. Basti pensare, per ciò che rileva in questa sede in relazione alle conclusioni del
paragrafo precedente, ad esempio, con riguardo alla mancata prova di una riunione della "commissione provinciale" di Palermo precedente all'omicidio Lima, che tale riunione era stata allora riferita soltanto Brusca Giovanni ed è stata, pertanto, ritenuta non riscontrata nella sentenza della Corte di Cassazione del 27 aprile 2001.
Nel ricordato paragrafo precedente, però, si è già dato conto della sopravvenuta collaborazione di Antonino Giuffrè avvenuta dopo il suo arresto in data 16 aprile 2002 e delle dichiarazioni da questi rese in proposito ("lo ho partecipato alla riunione in Cosa Nostra del dicembre del 91, se la memoria non mi inganna, dove appositamente c'è stata la famosa riunione della resa di conti tra Cosa Nostra e le persone ostili a Cosa Nostra, tra cui i politici da un lato e tra cui Salvo Lima e altri politici, e la resa dei conti nei confi'onti dei Magistrati, quali Falcone e Borsellino. Questo è stato fatto in una famosa riunione del 91, del dicembre del 91. Tanto è vero che poi nel 92 ci sarà l'uccisione di Lima e del dottore Borsellino, del dottore Falcone, eccetera, eccetera. Da tenere presente che nella lista dei politici vi erano ... Non vi era solo Lima, ma vi erano i Salvo, che poi Ignazio Salvo è stato ucciso, Mannino, Vizzini, Andò e altri personaggi importanti nell'ambito politico, appositamente per il discorso che era partito politicamente della inaffidabilità, ed ecco il discorso dell'87, quando c'è stato il cambiamento di rotta, venivano... Erano stati considerati inaffidabili questi politici”).
Ma, in ogni caso, anche dalla più riduttiva sentenza della Suprema Corte prima ricordata, ancora per quel che rileva in questa sede, in estrema sintesi, si ricavano, comunque, l'esistenza di risalenti rapporti tra l'organizzazione mafiosa "cosa nostra" e l'On. Lima (v. la citata sentenza della Corte di Cassazione: " ... l'on. Lima, figlio d'uomo d'onore, aveva coltivato legami, per scambio di favori con uomini d'onore, quale esponente rappresentativo del partito di maggioranza in Sicilia, già all'epoca in cui era sindaco di Palermo, e sino alla sua morte, quando era parlamentare europeo ... ") e la riconducibilità dell'omicidio alla stessa "cosa nostra" (ibidem: " ... l'induzione univoca che il delitto sia frutto del concorso di più persone, per ragioni di mafia ... ").
Quanto al ruolo della "commissione provinciale", d'altra parte, anche la successiva sentenza pronunziata dalla Corte di Assise di Appello in sede di rinvio il 10 maggio 2002 (divenuta irrevocabile ed acquisita agli atti), sulla scorta di precise risultanze probatorie (nonostante non fosse ancora sopravvenuto l'apporto collaborativo di Giuffrè), ha evidenziato "come in svariati ambienti di cosa nostra si fossero fatti strada, ancor prima della conclusione del maxiprocesso, sentimenti di forte ostilità nei confronti di Lima, circostanza questa che già di per sé........

© La Repubblica