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Il male di Palermo è profondo

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26.09.2019

di Salvatore Pappalardo

Confesso un certo imbarazzo nel prendere la parola per ripetere amare espressioni altre volte pronunziate; il mio non vuole e non può essere un parlare prevedibile e scontato di cerimonia funebre ma l'eco di una voce divi­na che tutti richiama, esorta e giudica, secondo le no­stre rispettive responsabilità. È però anche una voce che ci consola e conforta infondendo in noi, se credenti, la suprema certezza che nessuna delle esperienze della vi­ta, anche le piu tristi e sacrificanti, resta inutile e vuota quando è il prezzo pagato per l'adempimento di un pro­prio dovere; la Divina Giustizia è la sola che può vera­ mente tener conto di tutto ed attribuire a ciascuno il merito del bene compiuto.
Sono qui dinanzi a noi le bare di due uomini barba­ramente assassinati nell'adempimento del loro dovere: l'Alto Magistrato Terranova che riprendeva, dopo un intervallo dedicato ad attività politica, il suo posto di sollecito ed impegnato tutore dell'osservanza delle leggi dello Stato e della sicurezza, del cittadino con particola­re competenza e sagacia nel perseguire il fenomeno del­la criminalità mafiosa; il sottufficiale di Pubblica Sicu­rezza, Maresciallo Mancuso che, addetto da anni alla personale tutela del giudice è purtroppo diventato insie­me con lui vittima preordinata della rabbiosa reazione dei criminali.
Ad entrambe le famiglie vogliamo esprimere la nostra vivissima partecipazione al loro dolore: saranno le pa­ role che riusciremo a dir loro, sarà........

© La Repubblica