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Il "cambio delle alleanze" politiche

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16.01.2020

Nel corso dell'istruzione, si è cercato di chiarire anche il quadro della situazione politica nella quale si esplicò l'attività di Piersanti MATTARELLA negli ultimi anni di vita.
Al momento della morte, invero, l'On. MATTARELLA era in carica, quale Presidente della Regione, soltanto per l'ordinaria amministrazione, a seguito delle dimissioni della Giunta da lui presieduta, provocate dal ritiro dalla fiducia da parte del Partito Socialista Italiano.
In precedenza, invece, il primo Governo Regionale presieduto MATTARELLA aveva goduto anche dell’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano (c.d. "politica di solidarietà autonomistica") ed era stato proprio il passaggio all'opposizione del P.C.I. che ne aveva determinato, di fatto, la crisi.
Nella prima fase delle indagini si tendeva, quindi, a chiarire la linea politica dell'On. MATTARELLA, la posizione all'interno del suo partito ed altresì la reale possibilità che egli si facesse promotore di nuove intese con il P.C.I., nel futuro governo, fino a fare partecipare anche questo partito alla nuova Giunta.
Dal complesso delle testimonianze acquisite nel corso del 1980 e del 1981 risultava, in buona sostanza, che l'On. MATTARELLA, di cui era data praticamente per scontata la rielezione alla Presidenza della Regione, pur sensibile alle "istanze dei ceti popolari" ed attento alle posizioni delle forze politiche e sociali di sinistra, non aveva assunto (né intendeva assumere) alcuna iniziativa per una trattativa con il P.C.I., ai fini della formazione della nuova Giunta di Governo.
Ciò, almeno, fino alla elaborazione di una precisa linea politica, anche su tale problema, da parte del Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, già fissato per il febbraio del 1980.
A tale proposito dichiarava, per esempio, in data 11.1.80, l'On. Sergio MATTARELLA (Fot. 614745, Vol. I):
"Per quanto riguarda la linea politica di mio fratello, sin dall'inizio della sua attività ha seguito senza tentennamenti la corrente morotea.
Egli volle comunque crearsi una propria autonoma posizione politica distinta, non come contenuto ideologico, da quella del padre, ma costituita con le proprie capacità. Anche se non era ammesso da alcuno, nemmeno da mio fratello, appariva scontata la sua nomina a Presidente del nuovo Governo Regionale.
Circa la sua ventilata apertura nei confronti dei comunisti, fino alla partecipazione al Governo, debbo dire che in effetti tale decisione non poteva essere presa autonomamente da mio fratello senza prima acquisire delle indicazioni in tal senso dal congresso Nazionale della D.C.
Egli era certamente disponibile a tale partecipazione di Governo, ma non lo considerava l'obiettivo essenziale.
Mio fratello aveva in animo di passare alla Camera con le prossime elezioni politiche" (previste per il 1984: N.D.R.).
Analogamente, l'On. Mario FASINO dichiarava, in data 14.1.80 (Fot. 614787, Vol. I):
"Le dimissioni recenti della Giunta erano state determinate dal ritiro della maggioranza del Partito Socialista e pertanto era stato inevitabile rimettere il mandato.
Era comunque impressione comune che l'On. MATTARELLA sarebbe stato rieletto Presidente del, nuovo Governo. Regionale, anche se erano state ventilate altre candidature, come quelle dell'On. D'ACQUISTO e dell'On. NICOLETTI.
Devo dire che, almeno con me, era stato molto cauto nel manifestare la convinzione che i tempi fossero maturi per una diretta partecipazione dei comunisti al Governo, comunque ogni decisione in tal senso, per un preciso deliberato dei direttivo Regionale della D.C., era stata rinviata all'esito del Congresso Nazionale della D.C. che si terrà nei primi di febbraio".
Ugualmente, l'On. Rosario NICOLETTI, a quel tempo Segretario regionale della D.C., riferiva in data 14.1.80 (Vol. I, Fot. 614791):
"Per quanto concerne la linea politica dell'On.
MATTARELLA nell'ambito della sua collocazione nella corrente "morotea", egli ha sempre seguito le linee politiche deliberate dagli organi collegiali del Partito.
In particolare, egli non era fautore della proposta di risolvere la crisi regionale mediante la partecipazione dei Comunisti al Governo.
Egli si adeguò alla deliberazione espressa all'unanimità della Direzione........

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