We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Gli incontri al Ministero della Giustizia

3 4 0
29.08.2019

E' opportuno, innanzitutto, dare conto delle risultanze riguardo all'approccio fatto da De Donno e Mori con la Dott.ssa Liliano Ferraro, già vice direttore generale e poi, dall'agosto 1992, direttore generale degli Affari Penali presso il Ministero della Giustizia, iniziando dalla testimonianza che quest'ultima ha reso in questo processo.
Deve premettersi, però, che qui di seguito si darà conto di tutti i temi affrontati da Liliana Ferraro nel1a sua deposizione testimoniale [...], perché sin d'ora utili per formulare alcune considerazioni di carattere generale sul1e dichiarazioni nel tempo rese dalla Ferraro che non possono non suscitare, come si vedrà, forti perplessità sul1a condotta dal1a stessa tenuta nella col1aborazione richiestale per la ricostruzione processuale degli accadimenti.
La teste Liliana Ferraro, esaminata il 16 giugno 2016, in sintesi, ha riferito:
[...]
- di non avere avuto significativi rapporti con De Donno che aveva conosciuto in occasione di un viaggio col Dott. Falcone [...], mentre aveva avuto modo di incontrare più spesso il Col. Mori pur non avendo con lo stesso alcuna confidenza ("P.M TARTAGLIA - Sempre con riferimento a quel
momento temporale, lei aveva invece rapporti di conoscenza, confidenza o altro con Mario Mori?; DICH. L. FERRARO - Di conoscenza sì, confidenza no [...]'');
- che, dopo la morte del Dott. Falcone, De Donno si recò a trovarla al Ministero informandola che stavano tentando di contattare Vito Ciancimino attraverso il figlio Massimo e chiedendole di informare di ciò il Ministro Martelli, cosa che ella accettò di fare anche se riteneva che il punto di riferimento di quell'iniziativa avrebbe dovuto essere l'A.G. e, specificamente, il Dott. Borsellino ("In quei giorni dopo la morte del Dottor Falcone veniva a trovarmi al Ministero una marea di gente, da persone che venivano dall'estero a persone, collaboratori del Dottor Falcone che magari non avevo neppure mai conosciuto... .. ... Uno di questi incontri... una di queste persone fu il Capitano De Donno che mi venne a salutare e che, come ho ripetuto in alcune altre occasioni, mi colpì perché piangeva, era molto commosso. Io avevo verificato in passato, l'ho ricordato prima, che era molto in confidenza con il Dottor Falcone, si davano del "tu ", mi disse che erano disperati perché non avevano punti di riferimento, ritenevano di non avere più possibilità di andare avanti,
che però avrebbero fatto di tutto per tentare di scoprire gli assassini del Dottor Falcone, che in questa ottica avevano - lui usava il plurale - avuto l'idea di... poiché in passato lui aveva incontrato Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo ... aveva avuto l'idea di cercare di vedere se il padre del Ciancimino, essendo stato condannato, essendo stato ... oramai aut... voleva fare un salto di collaborazione, quindi poteva dare delle notizie a aiutare a trovare gli assassini del Dottor Falcone. Mi chiese in quella circostanza, il tempo è passato, so che molti ci lavorano e ci hanno lavorato sopra ... mi chiese di dirlo al Ministro Martelli. E io dissi che lo avrei sicuramente informato il Ministro Martelli, come era mia abitudine, per tutta quella che era l'attività che io svolgevo, che però questa loro iniziativa, che appartiene ad una iniziativa investigativa chiaramente, però aveva un unico punto di riferimento a mio avviso, che era il punto di riferimento obbligatorio. A parte l'Autorità Giudiziaria ... ma l'Autorità Giudiziaria per me era Paolo Borsellino, che era
non solo l'Autorità Giudiziaria ma era diciamo quello che ... era l'erede di Giovanni Falcone, per me era automatico ... ");
- che De Donno parlò al plurale, ma non specificò cosa essi avevano già fatto, ma solo che era loro intenzione raggiungere Vito Ciancimino attraverso il figlio Massimo [...];
- di non ricordare più se De Donno parlò di stragi ("P.M TARTAGLIA – Questo sul proposito, comunque sull'attività in corso, è molto importante anche che lei ci riferisca quello che le fu detto da De Donno sulla finalità di questa iniziativa .... .. ... La domanda specifica è questa, se De Donno le disse che questa iniziativa di contatto con i Ciancimino avesse dei collegamenti con la
questione delle stragi; DICH. L. FERRARO - Guardi, ci ho pensato tantissimo, questa cosa delle stragi nasce anche da una... credo di avere anche una spiegazione del perché io ho parlato di strage, quando ho riferito questa cosa … .... .... DICH. L. FERRARO - Io non lo ricordo con precisione che cosa ... chiedo scusa, ma non ricordo con precisione se mi parlò di stragi e di omicidi … sicuramente ... credo che c'era stato un omicidio ... a parte l'omicidio Lima c'era stato l'omicidio ad Agrigento, un tenente o un carabiniere... ... . ... Parlava di varie cose, può darsi che abbia usato "stragi" ... non lo so con certezza; P.M TARTAGLIA - .... io le chiedo di ricordare se lei ricorda che De Donno quando le fece questo discorso parlò di esigenza connessa alla strage o allo stragismo o
ad altra espressione che eventualmente lei ricordi; D/CH. L. FERRARO – Non lo ricordo con precisione; P.M TARTAGLIA - E allora io su questo punto … faccio riferimento, Presidente e signori difensori, al verbale del 17 novembre del 2009 pomeridiano, si tratta in particolare del confronto tra la Dottoressa Liliana Ferraro e l'Onorevole Claudio Martelli, è la pagina 02 del verbale ... ... . .... Per quel che riguarda il contenuto del colloquio avuto col De Donno la
Dottoressa Ferraro dichiara: «È possibile che abbia utilizzato in occasione delle conversazioni telefoniche da ultimo avute col Dottor Martelli il termine "fermare lo stragismo" per indicare le finalità che il R.O.S. intendeva ottenere con la collaborazione di Ciancimino, ma intendendo comunque riferirsi all'escalation di violenza, di cui peraltro parlava sempre il Dottor Falcone dopo
l'omicidio Lima, che aveva portato proprio all'omicidio dell'Onorevole Lima ed alla strage di Capaci»; DICH. L. FERRARO - Confermo nel senso che … esattamente quelle parole");
- che in tempi più recenti, nel 2009, Martelli le aveva telefonato per avere conferma del suo ricordo e lei lo aveva, però, corretto quanto alla interlocutrice che era stata, appunto, lei e non già la Dott.ssa Pomodoro […], parlando, poi, forse, di stragismo [...];
- di ricordare, comunque, che De Donno disse che intendevano acquisire elementi di conoscenza da Ciancimino [...] e che ella non chiese spiegazioni, limitandosi ad invitarlo a rivolgersi al Dott. Borsellino [...];
- che, per quel che ricorda, i Carabinieri non avevano ancora parlato con il Dott. Borsellino [...];
- che disse anche a De Donno che riteneva non necessario avvertire anche il Ministro, cosa che, comunque, avrebbe fatto [...];
- che, in sostanza, i Carabinieri volevano un sostegno politico stante la caratura del personaggio Ciancimino […], pur non avendo approfondito tale aspetto [...];
- che pur ritenendo la cosa di nessuna importanza, aveva ritenuto doveroso informare il Ministro per fargli sapere che i Carabinieri stavano facendo di tutto per scoprire gli assassini del Dott. Falcone [...]; [...]
- che è possibile che avesse parlato a Martelli del sostegno politico richiesto dai Carabinieri [...];
- di ritenere di avere, allora, riferito dettagliatamente a Martelli il colloquio con De Donno [...];
- di non ricordare quando avvenne il colloquio con De Donno, ma che dalle ricostruzioni successivamente operate questo avvenne nei giorni tra il trigesimo della strage di Capaci ed il giorno 28 giugno in cui, secondo quanto risultante da una agenda del Dott. Borsellino, aveva incontrato quest'ultimo [...];
- che De Donno........

© La Repubblica