Ricordo quel Como dei poveri ma belli

Caro direttore, altro che Champions. Non è la prima volta che il Como va in Europa nell’era moderna, parola di testimone. Sennò come potrei ricordare, in questa lettera che ti mando, una Budapest plumbea, uno 0-0 ghiacciato contro lo Csepel e un terzo posto per differenza reti nella Mitropa Cup del 1980? Un’altra era geologica in un altro mondo, quello oltrecortina, dove “La Provincia” mi aveva mandato a raccontare le gesta di Vierchowod e Serena praticamente bambini.

Non che fossi uomo di mondo più di loro, avevo 21 anni ed era la mia prima uscita da inviato. Poiché dall’impero sovietico nessuno poteva chiamare in Occidente senza l’autorizzazione del politburo locale, per dettare l’articolo alla redazione in viale Varese dovetti corrompere un barista verso mezzanotte, l’unico modo per usare un telefono. Smartphone? No, bachelite nera con cornetta. Il ritorno con la squadra su un inquietante Tupolev 134 fu un incubo: sedili........

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